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NEWSLETTER del 19/11/2018

Carissime/i

Finalmente si è insediata la Commissione Bicamerale Antimafia. Sono orgoglioso di farne parte, è un organismo di grande rilievo per il Parlamento, e per l'intero Paese.
La Commissione è uno strumento per contribuire a perseguire, prevenire, vigilare e comprendere meglio le mafie, nel senso più ampio del termine, ovvero tutte le organizzazioni criminali attive nel nostro Paese, non solo quelle italiane.
Sono molto onorato di far parte dell'Antimafia per portare il mio contributo a porre l'attenzione sulla presenza delle mafie nel Nord e in particolare nel Veneto.

L'intervista della settimana scorsa di Roberto Saviano a Felice Maniero, il Capo dei Capi della Mala del Brenta, conferma come la presenza della mafia in Veneto abbia origini lontane. Oggi la criminalità organizzata ha cambiato pelle. Non è solo presente nelle attività criminali dello spaccio e della prostituzione, ha una presenza radicata nel mondo delle imprese e della finanza, oltre che nel gioco d'azzardo. Non ci sono più i cambisti al Casinò di Venezia ai quali la Banda Maniero chiedeva cospicue tangenti, adesso i meccanismi sono più sofisticati e redditizi, e passano soprattutto dal gioco online.

La presenza della mafia in Veneto è certificata anche dal numero dei beni confiscati alle organizzazioni criminali, stimati in oltre 317 immobili, di cui ben 116 nella provincia di Venezia. Ora il pericolo arriva dal Decreto Sicurezza, che prevede la possibilità di vendere i beni confiscati ai criminali anche ai privati, con il rischio che le organizzazioni mafiose, attraverso prestanome, intermediari, faccendieri, possano tornare in possesso di questi immobili. Un grido d'allarme lanciato anche dallo SPI CGIL regionale del Veneto, oltre che da associazioni nazionali come Libera, che difendono l'assegnazione di questi beni agli enti del Terzo Settore per progetti di riutilizzo a fini sociali, per dare lavoro pulito e per educare i giovani alla legalità.
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Una prima occasione per discutere è stata oggi al seminario “Misure di prevenzione patrimoniali: legislazione e prassi operative”, organizzato dalla Guardia di Finanza e dalla Procura distrettuale della Repubblica presso il Tribunale di Venezia e dal Consiglio Regionale Veneto, rappresentato dal vicepresidente Bruno Pigozzo a Palazzo Franchetti, e coordinato dal procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Venezia, Bruno Cherchi.

Un'occasione per approfondire il tema della prevenzione alle mafie e delle infiltrazioni della criminalità organizzata nelle realtà territoriali ed economiche più dinamiche. Quindi il Veneto che, come ha ricordato il Procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero De Raho, deve essere in prima linea nell'attività di prevenzione, con particolare attenzione al fenomeno del reinvestimento dei proventi illeciti del sistema imprenditoriale.

Oggi, ha ricordato Cafiero De Raho, le mafie non sono più quelle di una volta, esiste una “borghesia mafiosa”, in grado di gestire somme ingentissime con la collaborazione di professionisti molto competenti, vere e proprie “menti raffinate” al soldo della mafia. La prevenzione è un'attività fondamentale. Le misure di prevenzione patrimoniali e la confisca di beni di provenienza illecita le dobbiamo, come ha ricordato Cafiero De Raho, a Pio La Torre, assassinato nell'aprile dell'82 dalla mafia alla vigilia della presentazione della legge, ribattezzata Rognoni-La Torre, che ancora oggi, trentasei anni dopo, consente di assestare duri colpi alle mafie.

Come componente della Commissione parlamentare Antimafia ho offerto la mia massima disponibilità al Procuratore Nazionale e a tutte le autorità presenti al seminario di studio.


> Qui il servizio del Tg Regionale

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È stato di grande interesse il seminario cui ho partecipato all'Università Ca' Foscari, coordinato da Jan Van Der Borg e Nicola Camatti sull'Overtourism, ovvero il sovraffollamento turistico.
Un'occasione per analizzare le ricadute e le opportunità del turismo non solo nella città storica, ma in un'area molto più vasta, in quello che possiamo definire il “sistema Venezia”, che interessa anzitutto Mestre.
Il turismo può diventare davvero un'opportunità per Mestre, ma è necessario governarlo. È indispensabile che ci sia una regia che non può che essere in capo al Comune, che però pare interessato solo a favorire operazioni immobiliari. Basta vedere gli alberghi che stanno nascendo nell'area della stazione, dove si passerà, nel giro di un paio di anni, dagli attuali 2.100 a circa 9.000 posti letto e una previsione di circa 3 milioni di presenze. Ciò determinerà un aumento dell'incasso della tassa di soggiorno, che può essere utilizzato in parte per attuare interventi urgenti per far fronte alla trasformazione che subirà tutta la zona.
In assenza di una politica che favorisca la frequentazione da parte dei turisti della città, in particolare del centro, Mestre rischia di trasformarsi in un dormitorio turistico. Sarebbe la fine di un'area urbana che sta attraversando una fase di difficoltà, di crisi soprattutto di vocazione. Non è più la città che nel Novecento ha conosciuto una crescita travolgente, che l'ha proiettata di colpo nel vivo di una storia straordinaria. Fatta d’industria, di urbanizzazione, d’immigrazione, di conflitti sociali. Mestre è stata protagonista del Novecento, ma dopo la fine della grande industria non è ancora diventata qualcosa altro. L'ampia opera di riqualificazione fatta negli ultimi vent'anni, che ha portato alla realizzazione del Parco di San Giuliano, alla rigenerazione del centro che il 1° dicembre culminerà con l'apertura dell'M9, il primo museo completamente interattivo d'Europa, è l'armatura su cui sviluppare una nuova vita economico-sociale, fondata sulla cultura e sul turismo.
Ma è necessario avviare progetti di riqualificazione urbana che coinvolgano anzitutto gli assi che dalla stazione conducono in centro. Servono inoltre politiche per il trasporto pubblico urbano, vanno coinvolte le categorie economiche. Solo così la presenza dei turisti può trasformarsi in economica, in grado di rilanciare anzitutto il commercio oggi asfittico del centro e riportare nuova linfa in città.

Proprio la terraferma è stata il cuore della discussione, partita dalla presentazione di una interessante ricerca di Questlab, che traccia il “profilo” del turista che soggiorna in terraferma: meno di 35 anni (ben il 62%), proveniente in prevalenza da Nord Europa, Oriente e Nord America, digitalizzato, interessato a trovare in città nuove esperienze, come provare ristoranti tradizionali, wine bar e concerti.

Anche negli studi della Fondazione Pellicani, da ultimo “Pensare Venezia” - www.veneziacittametropolitana.eu – con le sue schede tematiche, è evidenziato il ruolo fondamentale di Mestre, e l'importanza di mettere in piedi strategie e opportunità anche per la terraferma.

> Leggi la rassegna stampa
> Guarda il servizio del TGR Veneto

Venezia,02/05/2008.Turismo ponte del 1 maggio
Si è svolta sabato l'Assemblea Nazionale del Partito Democratico, che ha aperto la fase congressuale con le dimissioni del Segretario reggente Maurizio Martina, e la designazione della Commissione del Congresso, che dovrà disciplinare lel varie fasi.
La sconfitta del PD del 4 marzo scorso ha imposto da tempo una riflessione radicale sul futuro del Partito, che deve tornare a rispondere ai bisogni e alle esigenze dei cittadini più deboli e ad interpretare i cambiamenti sociali in atto. Cambiamenti che non riguardano solo il nostro Paese, ma l'Europa e il mondo intero.
A maggio 2019 sono in programma le elezioni europee, che assumono un'importanza rilevantissima e richiedono uno sforzo straordinario da parte di tutte le forze democratiche che si ispirano ai valori che hanno dato vita all'UE.
Per questo il Congresso che si è aperto sabato deve superare le logiche correntizie del Partito, e offrire un'occasione di lavoro comune, con l'obiettivo di costruire un partito moderno, con una nuova classe dirigente, che sia espressione dei territori e lavori finalmente in modo collegiale, aprendosi a personalità, associazioni, gruppi e alle varie espressioni della società che non intendono rimanere indifferenti alla deriva che stanno prendendo l'Italia e l'Europa.

> Guarda gli interventi dell'Assemblea

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