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NEWSLETTER del 26/11/2018

Carissime/i

La scorsa settimana, come era prevedibile, la Commissione Europea ha bocciato la manovra economica del governo. Se non verranno predisposti correttivi, scatterà la procedura di infrazione per il nostro Paese, con costi per i cittadini di almeno 60 miliardi.
Nonostante la bocciatura, cosa mai successa in precedenza, il governo gialloverde si ostina a non voler cambiare la manovra, lasciando che siano i cittadini italiani a pagarne le spese.
Nel frattempo abbiamo assistito all'ennesimo balzo in avanti dello spread, che ha bruciato miliardi e come se non bastasse l'Istat ha rivisto al ribasso le stime di crescita del PIL, come già avevano fatto Unione Europea, Fondo Monetario Internazionale e Ufficio Parlamentare di bilancio. Il governo gialloverde aveva promesso di abbassare le tasse e di non mettere le mani nelle tasche degli italiani, ma i tassi sui mutui sono destinati a crescere, sale la disoccupazione, si ferma la crescita, calano i servizi e aumenta la spesa pubblica.
Inoltre, sempre la scorsa settimana si è chiuso il collocamento del Btp Italia, il titolo di Stato emesso dal Tesoro. Come? Con il secondo risultato peggiore di sempre, dopo solo a quello del 2012, in piena crisi economica. Le vendite infatti si sono fermate a 2,1 miliardi contro i 7,7 dell'ultima emissione. Dimostrando la sfiducia degli italiani e degli investitori nella manovra.
E il governo cosa fa?
Il Presidente del Consiglio Conte, riferendo alla Camera, chiede tempi lunghi all'Unione Europea, forse per cercare di rimediare a una manovra disastrosa, che rischia di portare il Paese nel baratro. Mentre altri esponenti dell'esecutivo danno la colpa della bocciatura al PD.
Il Partito Democratico, invece, ha presentato delle proposte concrete che servono al Paese per ripartire, su tre assi fondamentali: meno tasse, più welfare, più investimenti.

> Ecco le proposte del PD per un cambio di rotta
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Giovedì inoltre è stato approvato alla Camera il disegno di legge Anticorruzione, all'interno del quale, con voto segreto, è stato inserito un emendamento che salva i condannati della Lega per peculato, contro il parere del governo e del relatore di maggioranza.
Un fatto che ha messo in crisi la maggioranza e rallentato i lavori dell'aula, con Lega e Movimento 5 Stelle che si accusavano reciprocamente per il tradimento, tant'è che per le votazioni successive, per evitare ulteriori franchi tiratori, il governo era schierato in aula con il Premier Conte e i due Vice Salvini e Di Maio. Il disegno di legge prevede anche la sospensione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, che però entrerà in vigore solo nel 2020, e la figura dell'agente sotto copertura. Norme che stanno sollevando alcuni dubbi anche dall'Associazione Nazionale Magistrati. Il testo ora passerà al Senato, dove Lega e M5S hanno dichiarato che “correggeranno” l'emendamento sul peculato, e poi tornerà in seconda lettura alla Camera per l'approvazione definitiva.

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Tra le osservazioni presentate per il Piano Strategico Metropolitano, spunta una proposta di Enrico Marchi, Presidente di Save, la società che gestisce l'aeroporto di Venezia, per realizzare una cabinovia sospesa sulla laguna per collegare l'aeroporto di Tessera alla città storica di Venezia.
Fallita la nota ipotesi della sublagunare, si prova a costruire un collegamento dal cielo, che avrà comunque un elevato impatto ambientale, e che ovviamente, si presume, prevederà un ticket pagato a Save. A cui non basta il monopolio illegittimo dei parcheggi aeroportuali.
Inoltre sempre Save, nella stessa osservazione, propone di realizzare il “Green Spirit ”, un non ben specificato parco ecologico nel Quadrante di Tessera .
Per questo ho presentato, assieme ai consiglieri di minoranza di PD e Lista Casson una interpellanza, sia in Comune che in Città Metropolitana, poiché Marchi precisa nella sua lettera di averne già parlato con Brugnaro.
Il Sindaco deve informare i Consiglieri e deve fare chiarezza soprattutto in città, per evitare decisioni calate dall'alto sulla testa dei veneziani.

È noto infatti che il Piano Strategico non può essere il contenitore di scelte imposte, bensì deve essere la conclusione di un percorso condiviso con i territori, le comunità locali, le amministrazioni e i portatori di interesse. Una modalità che non è stata utilizzata per la costruzione del Piano Strategico Metropolitano, in cui manca la gerarchia delle priorità, l'indicazione delle azioni e della strategia operativa da perseguire. È più un piano di indirizzo, una fotografia dell'esistente, un work in progress, più che un vero e proprio Piano Strategico.

> Leggi la mia interpellanza
> Guarda la rassegna stampa

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Ieri si è celebrata la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita nel 1999 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Un'occasione per parlare, informare e sensibilizzare su questo fenomeno e sul femminicidio, che purtroppo riempie quasi quotidianamente le pagine dei giornali. Nel 2018 ci sono stati 106 femminicidi, uno ogni 72 ore. Il 44% è stato preceduto da denunce e circa 50.000 donne si sono rivolte ai centri anti violenza.
Un fenomeno sul quale va tenuta alta l'attenzione, ma soprattutto vanno promosse politiche per incentivare la formazione in materia di prevenzione della violenza di genere, per sostenere i centri antiviolenza e il piano antitratta. Vanno portate avanti politiche a sostegno della maternità, della genitorialità condivisa e per le pari opportunità.
La giornata di oggi è un'occasione mondiale per fare luce su questo fenomeno, ma l'attenzione deve restare alta tutti i giorni dell'anno, serve un'azione quotidiana per promuovere azioni di prevenzione della violenza e degli abusi.
In questo senso, nell'agosto scorso, dopo il brutale femminicidio di Cavarzere, in cui perse la vita Maila Beccarello, avevo già scritto una lettera al Prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto, per sottolineare l'importanza di promuovere, nel territorio veneziano, un Osservatorio istituzionale anti violenza di genere, coinvolgendo enti istituzionali, forze dell’ordine e associazioni per affrontare questo delicatissimo e socialmente rilevante problema. Solleciterò le istituzioni a considerare la proposta, perché accanto a un'azione di repressione da parte delle forze dell'ordine è fondamentale contrastare il fenomeno anche con azioni di carattere culturale ed educativo.
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Infine, un pensiero va a Silvia Romano, la giovane volontaria milanese rapita in Kenya. In questi giorni si sono letti insulti e offese di ogni tipo verso una ragazza che ha scelto di dedicare la propria vita per gli altri, forse bisognerebbe fare un attimo di silenzio e ragionare sul peso che hanno le parole. Spero che Silvia possa tornare presto in libertà e dalla sua famiglia.
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