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NEWSLETTER del 03/12/2018

Carissime/i

Sabato è stato inaugurato il Museo M9, il Museo del Novecento a Mestre. La Fondazione Pellicani ha seguito il progetto passo passo fin dall'inizio, una decina di anni fa. Lo scorso settembre per la prima volta il Festival della Politica è stato ospitato negli spazi del Museo, in particolare il Chiostro e l'Auditorium, registrando un ottimo successo di critica e di pubblico.
M9 è il primo Museo completamente interattivo d'Europa, che diventerà un punto di riferimento culturale di rilevanza internazionale. Una grande sfida per Mestre e soprattutto per il centro, che potrà contare su un polo d'attrazione culturale innovativo.
Il Distretto M9 rappresenta anzitutto un'opportunità di rigenerazione urbana e di riqualificazione urbanistica della città, che sta disegnando nuovi spazi di socialità
Il Museo racconta il Novecento e i cambiamenti nella cultura e nella società del nostro Paese, ripercorrendo un intero secolo di grandi trasformazioni nella società, nella politica, nel paesaggio, negli usi e costumi, nella demografia.
M9 va ad arricchire e completare il distretto culturale cittadino, che comprende la Biblioteca VEZ, Villa Settembrini, il Teatro Toniolo, il Centro Culturale Candiani.

> Qui alcune foto dell'inaugurazione
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Ho votato no alla fiducia posta dal governo gialloverde sul Decreto Sicurezza.
Il governo ha chiesto la fiducia alla Camera sebbene possa contare su una maggioranza larghissima. È un segno chiaro di come questa granitica maggioranza di destra che sta governando il Paese si stia già sfaldando. L'ennesima dimostrazione dell'inadeguatezza del governo Salvini-Di Maio, che tenta di nascondere le proprie spaccature interne ricorrendo alla fiducia, impedendo la discussione e il confronto in Parlamento.
Abbiamo protestato in aula contro questo decreto che produrrà più insicurezza e trasformerà i migranti in fantasmi, negando loro tutti i diritti e le tutele.

Il Decreto Sicurezza prevede infatti l'abolizione della protezione umanitaria e di conseguenza aumenterà il numero di clandestini, poiché le autorità locali non hanno risorse né strumenti legislativi per rimpatriare chi fino a oggi ne avrebbe diritto, e che arriverà in Italia nei prossimi due anni. L'ISPI (Istituto Italiano di Politica Internazionale) stima che proprio a causa dell’abolizione della protezione umanitaria entro il 2020 avremo in tutto 60mila nuovi migranti irregolari in Italia. Quindi meno legalità, ma soprattutto meno diritti ad un'accoglienza umana e degna, con il depotenziamento dello SPRAR, ovvero il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, e la possibilità di detenzione degli stranieri negli ex CIE (Centri per l'Identificazione e l'Espulsione) per 180 giorni.

Il Governo inoltre ha inserito nel Decreto la possibilità di vendere i beni confiscati ai criminali anche ai privati. Il sequestro dei beni è uno strumento nato nel 1982 grazie a Pio La Torre, segretario del PCI siciliano che per questo fu assassinato dalla mafia insieme al suo autista, Rosario Di Salvo. Questo strumento fu rafforzato nel 1996 dalla legge 109, che prevedeva l’uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Oggi sono coinvolte quasi ottocento associazioni, cooperative sociali, diocesi, parrocchie, gruppi scout.
Con questa nuova norma si corre il rischio concreto che le organizzazioni mafiose, attraverso prestanome, intermediari, faccendieri, possano tornare in possesso di questi immobili, vanificando gli sforzi fatti per depotenziare le organizzazioni criminali e per ridare nuova vita ai beni confiscati, promuovendo la cultura della legalità.

> Guarda il mio intervento in aula
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La seduta del Consiglio comunale di giovedì scorso è finita alle quattro del mattino (alle 3.42 per la precisione), ma il Regolamento che punta a comprimere gli spazi politici della minoranza non è stato approvato. Tutto rinviato, se ne parlerà più avanti. Quasi 18 ore di discussione, presentazione di emendamenti tutti di merito, con l'obiettivo di difendere la centralità del Consiglio comunale e dei Consiglieri, tutti eletti direttamente dai cittadini, esattamente come il Sindaco. Una battaglia condotta dal PD e da tutta l'opposizione che parte dalla convinzione che la maggioranza ha l'onore e l'onere di governare la città, ma anche il dovere di tutelare le minoranze. Perché così avviene in tutte le democrazie e in tutte le assemblee rappresentative. Sono stati discussi meno della metà degli emendamenti presentati (oltre 150), ma restano da affrontare i nodi fondamentali per consentire di mantenere una discussione libera e plurale in Consiglio comunale. Mi auguro che ci siano i margini per trovare una soluzione più condivisa.

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APPUNTAMENTI
Vi segnalo questo appuntamento di domani, martedì 4 dicembre, ore 10 a Roma, Palazzo San Macuto
"La Radicalizzazione Jihadista", a partire dal volume di Renzo Guolo "Jihadisti d'Italia".

> Qui il link per iscriversi e partecipare al convegno
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