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NEWSLETTER del 05/11/2018

Carissime/i

Nei giorni scorsi il Presidente della Camera mi ha chiamato a far parte della Commissione Bicamerale Antimafia. Sarà un compito molto impegnativo che mi appresto a svolgere con grande entusiasmo, consapevole che si dovranno affrontare temi molto delicati in una stagione di grande fragilità per la nostra democrazia in cui le mafie, la criminalità organizzata, rappresentano un pericolo sempre più serio per il Paese.
La mafia è sempre più un problema di carattere globale, che riguarda tutto il mondo e nel nostro Paese non solamente il meridione, ma sempre di più anche il Nord Italia, come dimostra la sentenza del processo di Reggio Emilia che ha dimostrato come la presenza della 'ndrangheta in Emilia non era una fantasia bensì una realtà radicata nel territorio da almeno vent'anni che era penetrata nel tessuto economico della regione, imponendo le sue leggi. La sentenza è davvero inquietante: 142 condanne, con pene complessive di milleduecento anni.
Anche nel Veneto la criminalità organizzata ha radici profonde, per questo occorre programmare il prima possibile una serie di iniziative della Commissione anche in Veneto, una zona dove è significativa la presenza di organizzazioni criminali, infiltratesi negli appalti, negli affari e nella corruzione. Da una recente ricerca dell'Associazione Libera sulla percezione delle mafie e della corruzione nel nostro Paese, il NordEst risulta un territorio che ha una visione della mafia che si scosta dalla media nazionale: per 4 cittadini su 10 la mafia è un fenomeno marginale e il 44,6% valuta la corruzione poco diffusa o pressoché assente (contro il 70% a livello nazionale). Sono dati che fanno riflettere in cui, in uno dei territori più sviluppati e più ricchi del Paese, le mafie, la corruzione e le attività criminali sono capaci di rendersi invisibili alla percezione dello Stato e dei cittadini. Per questo serve un attento lavoro di controllo, prevenzione e corretta informazione sul fenomeno, per cui mi impegnerò nelle prossime settimane. Un'attività fondamentale per far conoscere ai cittadini i pericoli e i rischi connessi alle mafie.
COMMISSIONE ANTIMAFIA
L'istituzione di una Zona Logistica Semplificata (ZLS) a Porto Marghera è forse più vicina. Mercoledì notte è stato accolto dal governo nel corso del dibattito in aula alla Camera un mio ordine del giorno che impegna e raccomanda il governo nella prossima Legge di Stabilità a prevedere l'istituzione di una ZLS potenziata dai vantaggi del credito di imposta nel Porto di Venezia e altre aree portuali del nord Italia, previste dalla legge 123/2017.
È un passo in avanti per rilanciare concretamente Porto Marghera. Già nella scorsa legislatura l'istituzione di una Zona Speciale era stato oggetto di dibattito. Si parlava di ZES, Zone Economiche Speciali, ma l'attuale normativa (d.l. n. 91/2017, convertito dalla L. n. 123/2017) consente di istituire ZES soltanto nelle regioni del Mezzogiorno, dove sia presente un porto della rete transeuropea dei trasporti. La Legge di Stabilità dello scorso anno, la n. 205 del 2017, dà alle Regioni il compito di istituire le ZLS, per favorire la crescita e lo sviluppo di investimenti nelle aree portuali che non sono già disciplinate come Zone Economiche Speciali (ZES), a condizione che sia presente un'autorità di sistema portuale e che sia un'area portuale strategica.
Il mio ordine del giorno va però oltre, e prevede di costituire una ZLS potenziata dai vantaggi del credito di imposta - come previsto dall'articolo 107, paragrafo 3 lettera C) del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea e dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2014-2020 – che consentirebbe di sviluppare un tessuto economico importante, che potrebbe generare molti investimenti e posti di lavoro. Se il governo manterrà le promesse la città potrà contare su uno strumento “rivoluzionario” di sviluppo del territorio, in cui si possono utilizzare incentivi fiscali, semplificazioni amministrative e procedurali . Secondo il piano industriale elaborato da Confindustria, a Porto Marghera vi sono 385 ettari di aree libere, dove è ipotizzabile istituire la ZLS, ovvero superfici non produttrici alcun reddito né per la popolazione residente in termini di aumento del reddito pro capite, né per lo Stato in termini di imposte come IVA, IRES, IRPEF, né per gli enti locali (addizionali regionali, comunali, TASI, TARI, ecc).
Una ZLS potenziata nell'area metropolitana di Venezia potrebbe generare in queste aree fino a 3,8 miliardi di investimenti e 55.000 nuovi posti di lavoro.

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È stato approvato in aula alla Camera il Decreto Genova.
Il Governo del cambiamento non si smentisce. Ha approvato all'interno del Decreto anche il condono tombale per Ischia, con le stesse previsioni del condono del 1985, il peggiore della storia della Repubblica.
Sono intervenuto in aula per sottolineare questa decisione gravissima del governo e ribadire la pericolosità di costruire in una zona a rischio idrogeologico.

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Inoltre viene inserita nel Decreto una norma che consente lo sversamento di fanghi pesantemente inquinati nei terreni agricoli. Invece che disporre adeguati controlli e fissare limiti stringenti alle sostanze pericolose il governo del cambiamento decide di ampliare a dismisura i limiti finora previsti dalla legge.
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La settimana scorsa è stata particolarmente difficile per Venezia, con un'acqua alta record a 156 cm, la quarta acqua alta più importante dal 1923. Dopo "l'aqua granda" del 1966, con il record assoluto di 194 cm, l'ultima marea eccezionale si era verificata nel dicembre 2008 sempre con 156 cm.
La città si è bloccata, paralizzata. Si sono fermati i mezzi pubblici, ci sono stati gravi disagi per i veneziani, le attività economiche, i negozi, Piazza San Marco è stata addirittura chiusa.
Ora si contano i danni, ingenti quelli nella Basilica di San Marco, che secondo gli esperti, è “invecchiata” di vent'anni in un sol colpo, a causa del salmastro che risale lungo le pareti e potrebbe anche danneggiare seriamente i preziosi mosaici.
Le immagini, rilanciate in tutto il mondo, parlano da sole e sono l'ennesima prova che i problemi della città non si limitano ai confini comunali.
Dobbiamo ringraziare i volontari della protezione civile, gli operatori, le forze dell'ordine e tutti coloro che hanno contribuito ad affrontare l'emergenza.
Tutto ciò mentre il governo non dice una parola sul Dossier Venezia. Ogni tanto qualche tweet, e qualche apparizione in osteria della città del Ministro alla Confusione Danilo Toninelli. Nulla di più. Non una parola finora sul destino del Mose, non una parola sulle Grandi Navi, non una parola sulla pulizia dei suoli di Porto Marghera.
I problemi di Venezia sono una grande questione nazionale ed internazionale da sempre e si affrontano attraverso scelte politiche: leggi, provvedimenti, stanziamenti di risorse.
Ma il governo gialloverde è completamente disinteressato al destino di Venezia, ma io e il PD continueremo la nostra azione in Parlamento per sensibilizzare le istituzioni.
Ora non è più rinviabile un piano concreto per garantire a Venezia provvedimenti e risorse adeguate per affrontare i problemi di una città unica al mondo.
Il governo non risponde alle mie iniziative parlamentari, non risponde al Comune e non risponde al presidente dell’ANAC. Dovrà assumersi la responsabilità di abbandonare a se stessa una città con una storia millenaria.
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Ma i danni non si sono limitati alla Città storica, anche la terraferma, in particolare l'area del Polo Nautico di San Giuliano, non è stata risparmiata dalla furia di acqua e vento. Sono fuori uso 2 pontili su 4 e di conseguenza è utilizzabile solo una gru su tre.
Decine di migliaia di euro i danni ai pontili, alle coperture dei capannoni dove sono ricoverate le barche, alle gru per il varo delle imbarcazioni. Ieri sono stato alla manifestazione sportiva della Canottieri Mestre, che conta 750 iscritti sui circa 2.000 del Polo Nautico e svolge un’attività sportiva che coinvolge centinaia di persone.
Ho assicurato il mio interessamento in Comune per i danni subiti, sono certo che l’amministrazione comunale andrà incontro alle esigenze della società sportiva.
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Ho presentato un'interrogazione ai Ministri dello Sviluppo Economico e dei Beni e delle Attività Culturali sull'abbattimento da parte di Eni del “Cubo” della stazione di servizio Bazzera in tangenziale a Mestre, un vero e proprio simbolo non solo per la città, ma per tutti gli automobilisti che si sono trovati a percorrere la Milano-Trieste.
Una struttura realizzata nel 1971 dall'architetto Costantino Dardi, che deve essere tutelata con un vincolo per la sua rilevanza architettonica e paesaggistica, rilevata anche dalla Regione, che lo ha inserito nella sua schedatura delle architetture di pregio del Novecento.
La città si sta mobilitando per il mantenimento del “Cubo”, proponendo anche un progetto di restauro della struttura, conservandone le caratteristiche principali e contemporaneamente adattandolo per le nuove esigenze, attraverso schermi video.
Le istituzioni nazionali devono attivarsi per evitare l'abbattimento di una struttura che da anni caratterizza il paesaggio del territorio veneziano e che rappresenta un punto di riferimento per chi transita in tangenziale verso le spiagge del litorale o l'autostrada A4.

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