Nicola Pellicani Newsletter

NEWSLETTER del 28/06/2019

Carissime/i
Buone notizie. Sono molto soddisfatto che il Consiglio Comunale abbia finalmente approvato il Regolamento sui Beni Comuni. Il Regolamento è partito da una mia proposta di delibera di iniziativa consiliare, elaborata con il contributo di Labsus (Laboratorio per la Sussidiarietà) e degli uffici comunali e condivisa con i Consiglieri di maggioranza e di minoranza in un paziente percorso in Commissione.
Il Regolamento formalmente entrerà in vigore tra un paio di settimane, quando sarà pubblicato sul sito del Comune.
Per raggiungere questo risultato è stata necessaria un lungo lavoro di confronto e approfondimento su una materia nuova, durato complessivamente oltre due anni, ma che ha consentito di produrre uno strumento innovativo per il governo delle città, che permetterà di avviare politiche di rigenerazione urbana che consentiranno di rivitalizzare e riqualificare spazi pubblici partendo dal basso, ovvero coinvolgendo e responsabilizzando gli abitanti dei vari quartieri che in questo modo si prendono cura della città.

Può iniziare così un'attività di recupero di spazi abbandonati e in degrado a partire dalle periferie, generando anche maggior sicurezza.
Si va da piccoli progetti come l’aiuola sotto casa, alle aree verdi da trasformare in orti o in piccoli parchi, fino al recupero degli edifici abbandonati, che può avvenire attraverso diversi progetti, così da essere più operativo. Il cuore del Regolamento sono i patti di collaborazione che regolano i rapporti tra amministrazione e cittadini/gruppi di persone/associazioni.
Riuso dei Beni Comuni e riqualificazione delle periferie rappresentano un binomio inscindibile.
Il Regolamento è uno strumento in grado di generare politiche innovative, anche rispetto a bandi pubblici, che invece sono più formali e cui non possono accedervi cittadini semplici. In una stagione in cui le amministrazioni hanno sempre meno risorse, diventa decisivo l'apporto dei cittadini per il recupero alla città di spazi aperti e avviare percorsi partecipativi di rigenerazione urbana.
Fondamentale sarà l'attivazione dell'Ufficio per l'amministrazione condivisa, previsto dal Regolamento, che diventerà l'interfaccia dei cittadini per presentare proposte e sottoscrivere patti di collaborazione.

Ora è importante far conoscere il Regolamento a tutta la cittadinanza, anzitutto attraverso i canali istituzionali di comunicazione del Comune, a partire dal sito internet e coinvolgendo le Municipalità e gli uffici comunali.

L'idea di approvare un Regolamento anche in Comune a Venezia nasce dalla collaborazione con Renzo Piano, che nel 2016 ha deciso di portare il progetto G124, di rammendo delle periferie a Marghera.
Con la Fondazione Pellicani abbiamo partecipato al progetto con un'analisi costi-benefici su quattro possibili scenari di trasformazione dell'ex Edison, a Marghera. E il Regolamento sui Beni Comuni è lo strumento ideale per interventi di rigenerazione come quello, che prevedono il riuso di beni abbandonati.

L'iter di lavoro è stato lungo, ci sono stati molti momenti di confronto con diversi soggetti, istituzionali e non, ma alla fine siamo arrivati a un testo condiviso, che apre nuove possibilità di partecipazione alla vita pubblica per i cittadini.


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> Qui il Regolamento che sarà a breve integrato dagli emendamenti approvati

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La Commissione Antimafia sarà in Veneto il 17 e il 18 luglio e farà tappa a Venezia e Verona, nei territori della Regione che sono stati maggiormente coinvolti dalle inchieste della DDA e dagli arresti dei mesi scorsi.
Da tempo sollecitavo il Presidente dell'Antimafia Nicola Morra a organizzare una missione sul territorio e la missione è stata finalmente calendarizzata. A breve sarà formalizzato il calendario delle audizioni, che coinvolgeranno le Autorità, la Procura e la società civile.

È un fatto molto positivo che sia stata accolta la sollecitazione del PD di venire a vedere da vicino una realtà come il Veneto che, come hanno confermato le ultime indagini, è un territorio pervaso dalle organizzazioni criminali, dove il rapporto tra Mafie, Affari e Politica è un fenomeno con il quale dobbiamo fare i conti. Nel Veneto, come in tutto il Nord Italia, le mafie sono sempre più presenti in modo capillare attraverso riciclaggio di denaro, estorsioni, penetrazioni nel mondo delle imprese e degli appalti. Un quadro che è emerso con chiarezza dopo gli oltre 100 arresti in un mese, compiuti dalla DDA all'inizio dell'anno, tutti legati a reati riconducibili al fenomeno della criminalità organizzata, che ha dimostrato la presenza e il radicamento di 'ndrangheta, camorra e mafia in tutta la Regione.

All'indomani del blitz antimafia di Eraclea il Partito Democratico aveva chiesto che si effettuasse immediatamente una missione in Veneto. E per dimostrare massima attenzione a questi fenomeni ha subito organizzato una missione degli esponenti PD della Commissione a Venezia ed Eraclea, nel corso della quale abbiamo avuto modo di incontrare il Prefetto Zappalorto e il Procuratore Cherchi, e i cittadini di Eraclea in un incontro pubblico molto partecipato in cui per la prima volta gli abitanti hanno parlato in modo franco di un fenomeno che proseguiva da anni.
Un'occasione non solo per testimoniare vicinanza e solidarietà, ma anche per iniziare una campagna di ascolto, di collaborazione, con i cittadini.

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Il Governo dimostra ancora una volta il suo disinteresse per Venezia. Nel corso delle votazioni per il Decreto Crescita (su cui il governo ha posto l'ennesima fiducia), ho presentato un ordine del giorno che impegnava il governo ad istituire la Zona Economica Speciale a Porto Marghera nel 2020, ma la maggioranza lo ha bocciato, preferendo approvare quello generico e annacquato presentato dalla Lega, che non implica alcun impegno concreto.
Così facendo il governo del cambiamento ha gettato la maschera, confermandosi come l'esecutivo degli annunci, capace solo di fare molte promesse, ma pochi fatti.
Secondo uno studio di Confindustria Venezia e Rovigo l’istituzione di una ZES in Veneto, limitatamente alle sole aree libere che oggi non producono alcun reddito, pari a 385 ettari, di cui 255 a Porto Marghera, potrebbe attrarre 2,4 miliardi di investimenti e creare 26 mila posti di lavoro tra diretti e indiretti.
Il Decreto Crescita rappresentava l’occasione per rilanciare l’industria e l’economia veneziana, oggi monopolizzata dalla monocultura turistica.
Ma ancora una volta la maggioranza gialloverde decide di non decidere, dimostrando ancora una volta tutta la sua inadeguatezza.

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porto marghera

APPUNTAMENTI

Lunedì 1 luglio, alle 17.30 a Campolongo Maggiore, parteciperò alla tavola rotonda “Capiamo perché ci stiamo Leggendo la criminalità di oggi” con Maurizio Dianese, Presidente di "Affari Puliti", nell'ambito del campo "Il giardino della legalità"
Volantino Campolongo 2019
Martedì 2 luglio, alle 13 nella Sala Stampa della Camera, interverrò a questo incontro sui temi della detenzione dei minori nelle carceri italiane.
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