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NEWSLETTER del 22/01/2019

Carissime/i

Prosegue il mio impegno per la città alla Camera. La settimana scorsa, durante il question time in Commissione Ambiente, il Governo con il sottosegretario Salvatore Micillo ha risposto a una mia interrogazione sul tema della grande muraglia di Porto Marghera. Mi riferisco all'opera di costruzione dei marginamenti costituiti da palancole piantate lungo l'area industriale di Marghera per impedire che i veleni sepolti in decenni di produzioni nocive finiscano in laguna.
È una vicenda che dura da molto tempo e sono già stati spesi circa 800 milioni per realizzare 39,5 km di “muraglia”. Risorse derivanti dal risarcimento delle ditte ritenute responsabili dell'inquinamento. Ora mancano circa 3,5 km per concludere l'opera. Se non sarà realizzato anche l'ultimo tratto tutto il lavoro fin qui fatto sarà inutile, con il risultato di aver gettato al vento 800 milioni.
Nel luglio scorso il Ministro Costa aveva risposto a un mio quesito dicendo che il governo si sarebbe impegnato a reperire le risorse necessarie per finire i lavori. Sei mesi dopo il governo mi risponde dicendo che risulterebbero disponibili circa 103,7 milioni. Una cifra composta dai circa 72 milioni messi a disposizione dai governi di centrosinistra con il Patto per Venezia, oltre 10,6 milioni derivanti dall’Accordo di Programma del 2012 e altri 22,9 derivanti da altri risarcimenti. Ciò significa che qualcosa si muove, ma non certo per merito del governo gialloverde, bensì grazie agli impegni finanziari assunti dai governi precedenti. Per concludere l'opera all'appello mancherebbero comunque circa 150 milioni.
Non è ancora dato sapere come e quando il governo del cambiamento intende reperirli, al momento il sottosegretario ha fatto sapere che sarà necessario stipulare un accordo di programma per spendere le risorse reperite dai governi Renzi/Gentiloni. Se tutto filerà via liscio nel 2020 la Regione appalterà i lavori per 103,7 milioni, che si concluderanno nel 2023. Vuol dire che tra quattro anni sarà realizzato un altro pezzetto, ma i veleni continueranno a sversarsi in laguna.
I gialloverdi devono comprendere che la costruzione della “grande muraglia” è un intervento strategico per la città di Venezia, in quanto accanto alle opere di salvaguardia della città antica è altrettanto urgente un’azione di rigenerazione industriale e produttiva con attività compatibili a Porto Marghera.
La ripresa e la conclusione dei marginamenti risulta quanto mai indispensabile tanto più oggi alla luce del fatto che Venezia è stata riconosciuta Area di Crisi Complessa, che ha consentito l’ottenimento di un finanziamento statale di 26,5 milioni che avranno un effetto moltiplicatore di investimenti per il rilancio del sito e la creazione di nuovi posti di lavoro.

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Deposito GPL a Chioggia: il governo e il M5S devono gettare la maschera. Non bastano le parole e gli annunci, i ministri Luigi Di Maio, Alberto Bonisoli e Danilo Toninelli devono dimostrare con atti concreti che non vogliono l'impianto per lo stoccaggio di 9mila metri cubi di gas a Chioggia. Per questo ho presentato un'interrogazione.
Come sempre in tema di impianti scomodi si dimostrano degli “scatolettari”: annunciano al “mitico popolo” che bloccano tutto mentre gli uffici procedono come se nulla fosse.
Giovedì prossimo, 24 gennaio, il Consiglio di Stato discuterà in merito al progetto di autorizzazione dell’impianto di stoccaggio del GPL nel territorio di Chioggia. L’Avvocatura di Stato si pronuncerà a difesa dell’impianto e per la sua realizzazione, ma tale posizione stride con gli annunci dei ministri, che si sono dichiarati contro l'opera.
Basta con gli imbrogli, il 24 gennaio i Comitati di cittadini hanno giustamente annunciato una manifestazione davanti a Montecitorio. Il PD sarà al loro fianco.

Sabato scorso è nata anche la “Carta di Chioggia” contro il deposito GPL che elenca sei buone ragioni per non autorizzare l'impianto, tra cui il rispetto dei diritti dell'uomo, dei principi di leale cooperazione e della proprietà privata, e chiede che il governo si impegni per l'istituzione della Corte penale europea dell'ambiente, del dipartimento nazionale ed europeo di giustizia ambientale e della procura nazionale per l'ambiente e la salute.
Con la realizzazione del deposito si prefigurano infatti gravi violazioni del diritto alla salute e all'ambiente salubre, nonché del diritto alla sicurezza. Il Governo deve smetterla con i proclami e deve fare chiarezza.

> Leggi la mia interrogazione

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Sabato mattina si è svolta la prima delle “passeggiate urbane”, organizzate dal PD nei territori della nostra città, per confrontarci sui problemi con cittadini, commercianti, associazioni. Prima tappa Campalto e Villaggio Laguna, assieme a Consiglieri comunali, di Municipalità, iscritti e cittadini.
In particolare sono emersi due grandi problemi: la difficoltà dei commercianti di tenere aperti i negozi a causa degli affitti troppo alti chiesti dall'ATER: i negozi del quartiere non possono abbassare le serrande perché sono un presidio del territorio che garantisce sicurezza e vivibilità della zona.
L'altra importante questione è determinata dall'assenza di interlocutori istituzionali, in particolare della Municipalità, percepita sia dai cittadini che dalle associazioni, in particolare queste ultime, senza l'amministrazione con cui confrontarsi, non riescono a organizzare iniziative sociali e culturali. Un tessuto associativo molto ricco che rischia però di scomparire progressivamente, impoverendo ulteriormente il territorio.
Il PD è da tempo impegnato a supportare le iniziative di sviluppo del territorio, ascoltando i problemi, e le difficoltà di cittadini, associazioni e commercianti. Continueremo questo percorso nelle prossime settimane nei quartieri di Altobello e Villaggio San Marco.

> Leggi l'articolo de Il Gazzettino

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Vergogna! Credo sia il minimo di fronte al comportamento del governo gialloverde davanti all'ennesima tragedia che si è consumata nel Mediterraneo. Un atteggiamento indegno di un Paese civile come l'Italia. 117 morti in mare al largo della Libia, perché il governo è rimasto immobile di fronte alle richieste di aiuto, girandosi dall'altra parte rispetto a chi fugge da miseria, guerra, fame, violenza e rischia la vita per un futuro migliore per sé e per i propri figli. Salvini e Di Maio sono senza umanità, pensano solo a fare propaganda contro Ong, migranti e addirittura la Francia, causando un incidente diplomatico, senza pensare alle conseguenze per la vita e la dignità dei migranti, indifesi e senza diritti. In queste ore c’è ancora un barcone con 100 migranti a bordo in attesa di un porto dove attraccare. Non posso accettare che l’Europa tutta, a cominciare dal nostro governo, non intervenga per mettere in salvo delle vite umane.
Nel 2018, secondo i dati dell'Unhcr, l'agenzia dell'ONU per i rifugiati, 2.262 persone hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l'Europa lungo le rotte del Mediterraneo. È necessario che l'Europa intervenga per fermare queste stragi e promuovere politiche per consentire vie legali e sicure per chi fugge da guerre e persecuzioni e richiede asilo nel nostro continente.

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