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Newsletter del 18/04/2019

Carissime/i
In Senato il convegno sui cambiamenti climatici con Greta Thunberg, che ha lanciato un messaggio alla politica forte e deciso, chiedendo azioni concrete e immediate, e sottolineando come non ci sia più tempo da perdere.
Bisogna agire subito per la difesa del pianeta, portando avanti politiche sostenibili e di rispetto per il territorio, che è sempre più a rischio.
Nell'occasione ho consegnato a Greta una lettera aperta, che pone l'attenzione sulla particolare fragilità di Venezia e sulla necessità della sua salvaguardia.
Anche per questo è importante realizzare a Venezia un Centro Internazionale sui Cambiamenti Climatici.

"Cara Greta, il tuo arrivo in Italia e soprattutto le grandi mobilitazioni giovanili e studentesche che ci richiamano alla gravità derivante dal riscaldamento del clima, sono l'occasione per ribadire che proprio la nostra città, Venezia, è già particolarmente colpita dal fenomeno e rischia di esserlo ancor più in futuro.
Cogliamo quest’opportunità, cara Greta, per dire ancora una volta che Venezia è una città unica al mondo, patrimonio dell'umanità, con alle spalle una storia millenaria che vive sull’acqua e proprio per questo molto fragile e risente in modo davvero allarmante dei cambiamenti climatici. Tra un secolo, secondo alcuni studi, Venezia potrebbe addirittura scomparire, inghiottita dal mare.
Ma possiamo ancora invertire queste previsioni così negative, che la scienza imputa al cambiamento climatico provocato dall’aumento della concentrazione di CO2 nell’atmosfera. I veneziani da anni combattono per il rispetto della città, per la sua salvaguardia fisica e per la difesa di un ambiente estremamente delicato come quello della laguna. In queste settimane che tanti giovani, spinti dal tuo esempio, Greta, si sono mobilitati in tutto il mondo e hanno restituito speranza e fiducia a tutti coloro che vogliono bene al nostro pianeta. Riempie il cuore sapere che milioni di ragazzi sono impegnati in questa battaglia, che è la stessa che combatte quotidianamente Venezia. Per questo assieme ad altri amici abbiamo lanciato l’idea di istituire a Venezia il Centro Internazionale sui Cambiamenti Climatici, prevedendolo anche all’interno di una proposta di legge parlamentare. Penso che Venezia, per tutto ciò che evoca sia, anche simbolicamente, la città perfetta per ospitare un centro europeo di questa natura. Un modo per essere utili a tutti e per cercare di ottenere anche più attenzione dalle istituzioni nazionali e internazionali per i problemi di una città che non possiamo permetterci di abbandonare a se stessa."

> Leggi la versione del messaggio in inglese
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Una bella iniziativa organizzata dalla Procuratoria di San Marco per discutere del futuro della Basilica, “La Basilica nel Terzo Millennio”, uno studio che raccoglie contributi scientifici di diversi studiosi, non solo relativamente al lato artistico e storico della Basilica, ma anche alle problematiche relative alla sua cura e alla sua salvguardia.
Un’altra occasione per lanciare un grido d’allarme per i danni provocati dall’acqua alta alla Basilica e alla città.
E il Governo che fa? Il Sottosegretario Vincenzo Zoccano, presente all'incontro, ha detto di aver “attenzionato” il Presidente del Consiglio. Ho il massimo rispetto per Zoccano, che non ha responsabilità dirette in materia, ma dopo un anno di silenzio, di completo disinteresse nei confronti di Venezia, non è possibile accontentarsi di essere "attenzionati". Suona come una presa in giro.
Il Governo deve prendere seriamente in mano il Dossier Venezia, non c'è più tempo da perdere, la città non può più aspettare.
I temi sono tra i più vari, Grandi Navi, Mose, bonifiche a Porto Marghera, flussi turistici, ma la salvaguardia della Basilica di San Marco, uno dei monumenti più preziosi del mondo, la sua definitiva messa in sicurezza e la fruizione “sostenibile” di questo gioiello, sono una delle questioni più urgenti, per proteggere un patrimonio che non è solo di Venezia, ma travalica i confini nazionali.
Anche per questo nella proposta di revisione della Legge Speciale che ho depositato alla Camera ho previsto un rafforzamento dell'Art Bonus, ovvero lo strumento finalizzato al recupero di opere artistiche e architettoniche, che viene innalzato del 10% per gli interventi su Venezia, a partire dalla Basilica di San Marco, come anche sollecitato nel corso del convegno dalla soprintendente Emanuela Carpani.

> Leggi la mia proposta di Legge Speciale
> Qui la sintesi in 10 punti
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Non possiamo consentire il “declassamento” del Liceo Marco Polo e di nessuna scuola di Venezia e Mestre. Per questo ho inviato una lettera alla dottoressa Mirella Nappa, dirigente dell'Ufficio Scolastico Territoriale in relazione al caso dell'accorpamento di alcune classi all'istituto cittadino, che significa impoverimento dell'offerta formativa e peggioramento della didattica. Una situazione molto preoccupante, la decisione dell'Ufficio Scolastico Territoriale non può non tenere conto della specificità veneziana, come fatto negli scorsi anni con la deroga a quanto previsto dall'ordinanza ministeriale. Per questo ho ritenuto in prima battuta di scrivere alla Dirigente, per farmi interprete non solo della preoccupazione mia personale, ma soprattutto di studenti, genitori e insegnanti, che si sono già mobilitati per salvaguardare la specificità della formazione che il liceo Marco Polo offre, con gli indirizzi “artistico”, “classico” e “musicale”.
La specialità di Venezia, come ho avuto modo di ribadire in diverse occasioni, deve essere riconosciuta, per non perdere quelle funzioni che tengono viva la città e non la condannano alla monocultura turistica.

> Ecco la lettera che ho inviato all'Ufficio Scolastico Territoriale di Venezia
> Rassegna stampa
LICEO MARCO POLO

La Regione ha fatto dietrofront. Dopo la mobilitazione di tutta la città, una buona notizia per l'Ospedale Civile, che resterà un ospedale di primo livello.
Ma è solo un primo passo, poiché adesso vanno garantite le risorse necessarie, riconoscendo fino in fondo la specialità di Venezia che la Regione, con la bozza di Legge sull'Autonomia, vorrebbe disconoscere.
Non è chiusa però la partita per i tagli effettuati agli ospedali di Chioggia, Dolo e Mirano, che impoveriscono i servizi sanitari del territorio veneziano. La battaglia continua nelle piazze e nelle istituzioni, il Ministro alla Salute Giulia Grillo deve rispondere alle mie interrogazioni depositate alla Camera.

> Qui le mie interrogazioni al Ministro della Salute
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Ancora, per l'ennesima volta, i giornalisti nel mirino, è arrivato il momento di dire basta!
Prima il collega della Rai del Friuli Venezia Giulia Giovanni Taormina, che ha ricevuto per lettera due proiettili. Poi il giornalista della Rai Matteo Mohorovicich e l'operatore Valerio Seren, oggetto di un gravissimo atto intimidatorio durante un servizio a Rosà (Vi), mentre stavano documentando l'inquinamento di alcune cave.
È inaccettabile essere minacciati mentre si svolge il proprio lavoro, intimiditi mentre si svolgono inchieste e servizi su abusi e atti illeciti. Un Paese civile e democratico deve impegnarsi per tutelare la libertà di stampa.
La Commissione Antimafia, di cui faccio parte, deve schierarsi apertamente contro questi atti vergognosi, compiuti da criminali, continuerò la mia battaglia in difesa dei colleghi giornalisti e della libertà dell'informazione.
Questi episodi sono l'ennesima dimostrazione che la criminalità organizzata è ben radicata nel Veneto e a Nordest, è necessario combattere il fenomeno partendo dalle energie sane della società, dai cittadini, dalle associazioni, dalle istituzioni, che devono portare avanti la cultura della legalità.
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Sempre a proposito di libertà di stampa, continua la battaglia per salvare Radio Radicale. Il Governo con il sottosegretario Vito Crimi conferma di non voler rinnovare la convenzione con l'emittente radiofonica, che il prossimo 20 maggio non potrà più contare sul finanziamento pubblico e alla scadenza della convenzione rischia di chiudere definitivamente.
Il Governo sa solo dire NO, cerca di mettere il bavagli alla stampa libera con scelte sciagurate e decisioni assurde che non tengono conto della ricchezza del patrimonio che è Radio Radicale, fatto di professionalità e competenze, che svolge un vero e proprio servizio pubblico da moltissimo tempo. Un'emittente sinonimo di libertà e pluralismo dell'informazione, che nel corso di oltre quarant'anni ha dato un contributo fondamentale alla cultura, all'informazione e alla società italiana.

Un'emittente che purtroppo ha perso una delle sue voci storiche, Massimo Bordin, che ogni mattina ci faceva compagnia con la sua rassegna stampa. Ci mancheranno le sue analisi politiche e sulla società, la sua voce critica e tagliente, la sua intelligenza e sagacia.
Ho avuto l’onore di conoscerlo, venne anche a discutere con noi al Festival della Politica, presentando il suo libro "Complotto! Come i politici ci ingannano". Ci siamo visti anche poche settimane fa per festeggiare i 95 anni di Emanuele Macaluso.
Massimo ci ha lasciati, ora più che mai facciamo in modo che non si spenga anche la voce di Radio Radicale.
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