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Newsletter del 06/03/2019

Carissime/i
Le primarie del Partito Democratico sono state una giornata straordinaria di partecipazione democratica, che ha visto coinvolti circa 1,6 milioni di cittadini. Un bel segnale che restituisce speranza e consente di guardare al futuro con ottimismo. Si riparte da qui.
Complimenti a Nicola Zingaretti che è il nuovo segretario del partito, eletto dalla stragrande maggioranza. Ora bisogna scrivere tutti assieme una nuova pagina. Questa è la sfida che abbiamo di fronte. Concordo che le parole chiave devono essere “unità” e “cambiamento”, per costruire un Partito aperto, inclusivo, che diventi il perno per creare l'alternativa di centrosinistra al governo gialloverde, che tanti danni sta creando al Paese. Toccherà al segretario essere coerente e guidare questo processo.
È necessario chiudere una volta per tutte la stagione di un Partito ostaggio delle correnti e dei capibastione, che tanto ha nuociuto, per aprire una fase di rinnovamento, mettendo in campo una nuova classe dirigente.
Ha fatto bene Maurizio Martina a garantire da subito la disponibilità a lavorare con Zingaretti. Solo così faremo il bene del PD e del Paese.
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La giornata delle Primarie è iniziata però con un brutto gesto, la scoperta di scritte naziste al circolo Pd di Campalto. Un segno d'inciviltà politica, una provocazione che si inserisce nel clima di intolleranza, razzismo e aggressività che c’è nel Paese. I fascisti si sentono più protetti e hanno alzato la testa proprio nella giornata in cui il Pd eleggeva in modo democratico e aperto il proprio segretario, coinvolgendo centinaia di migliaia di cittadini.
Sono episodi gravi, sintomatici di un clima d'odio, cui bisogna reagire con forza, rimettendo al centro i valori democratici e combattendo ogni forma di violenza e razzismo. Lo ha dimostrato la grande partecipazione alle Primarie e lo ha dimostrato anche la manifestazione del 2 marzo, per dire no all'intolleranza, con oltre 200mila persone nelle strade di Milano. Un'Italia che porta avanti una battaglia contro le politiche di questo governo, che esclude e penalizza i più deboli e gli indifesi, promuovendo il razzismo e l'esclusione sociale.
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Le dimissioni del sindaco di Eraclea Mirco Mestre, arrestato nelle settimane scorse nell'ambito dell'inchiesta della DDA sulle infiltrazioni della Camorra nel Veneto Orientale, sembravano aver superato l'atteggiamento irresponsabile di chi voleva mantenere in piedi a tutti i costi l'amministrazione di Eraclea, per aprire un percorso trasparente, ridare la parola agli elettori per eleggere un nuovo sindaco.
Invece il Consiglio Comunale convocato lunedi 4 marzo è durato solo 20 minuti, il tempo per il vicesindaco Graziano Teso (indagato anche lui), di comunicare le dimissioni del Sindaco Mestre. Niente discussione, niente spiegazioni sui gravi fatti accaduti, niente ratifica delle dimissioni dei consiglieri di minoranza, che non sono nemmeno potuti intervenire in aula, cacciati anche i giornalisti e gli operatori presenti. Un vero e proprio schiaffo alla democrazia e ai circa 200 cittadini presenti in sala consiliare, che certamente avrebbero voluto assistere a tutt'altro spettacolo.
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Credo sia compito in primo luogo delle istituzioni, della politica, del mondo dell'associazionismo e di tutti i cittadini perbene aprire una nuova stagione politica e amministrativa ispirata alla legalità e alla trasparenza. Le inchieste hanno dimostrato il profondo radicamento delle mafie nel territorio, per questo bisogna tenere alta l'attenzione e presidiare il territorio, per non lasciare spazi alla criminalità organizzata.
Un bel segnale era stata la manifestazione cui ho partecipato la settimana scorsa, insieme alla collega giornalista Monica Andolfatto presa di mira dai clan. Un'iniziativa promossa dalle organizzazioni sindacali, contro le mafie, la criminalità e la corruzione. Un segnale importante dal territorio, per diffondere la cultura della legalità e iniziare un percorso virtuoso, a partire da cittadini e associazioni.
Per questo ho rinnovato l'invito al Presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra a organizzare in tempi stretti una missione ufficiale a Venezia e ad Eraclea, per testimoniare l'attenzione e la vicinanza delle istituzioni ai cittadini.
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La Ciclovia Adriatica, in particolare nel tratto Veneto, da Bibione a Porto Tolle, è un'occasione alla quale non si può rinunciare per la crescita del turismo sostenibile sul territorio. Ho presentato un'interrogazione al Ministero delle Infrastrutture (QUI) per chiedere se vi siano le risorse e se sia stato avviato l'iter per portare avanti il progetto, che tocca tutte le principali località del litorale Veneto: Bibione, Caorle, Eraclea, Jesolo, Cavallino Treporti, Venezia, Sottomarina, Rosolina, Porto Viro e Porto Tolle.
Il turismo sostenibile è una pratica ormai molto diffusa in tutto il mondo e in particolare il cicloturismo è un fenomeno innovativo in continua crescita ed espansione. Sono moltissime le persone che scelgono la bicicletta per spostarsi e vivere città e paesi percorrendo chilometri di piste immerse nella natura. I dati della Commissione Europea stimano che il cicloturismo europeo genera ricadute sui territori per oltre 47 miliardi di euro. Anche nel nostro Paese da tempo è in corso la realizzazione del Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche, una serie di infrastrutture che si sviluppano per oltre 6mila chilometri, finanziate dalla Legge di Stabilità 2016 con oltre 360 milioni, che promuovono la mobilità dolce, creando un'ulteriore attrattiva dei territori legata al turismo sostenibile.
Il territorio del litorale Veneto ha tutte le caratteristiche per sviluppare una rete della mobilità lenta, grazie alla presenza consolidata di stranieri provenienti da Paesi dove il cicloturismo è molto diffuso come Germania, Danimarca, Olanda, Belgio, Finlandia, con oltre 11 milioni di turisti all'anno. Inoltre le caratteristiche storiche, culturali, naturalistiche del territorio favoriscono lo sviluppo e la diffusione di queste attività. È quanto è emerso durante la presentazione del progetto, nel corso di un incontro pubblico con la partecipazione della Regione e dei Sindaci del litorale. Sono passati tre mesi dalla presentazione del progetto ma finora non ci sono state risposte da parte del Governo e del Ministero competente.
La ciclovia è un'opportunità importante per il territorio che deve essere pianificata al più presto attraverso la realizzazione dei tratti mancanti di piste ciclabili, la rete dei servizi da affiancare all'itinerario e la promozione del prodotto turistico.
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La settimana scorsa la IV Commissione in Consiglio Comunale a Venezia ha discusso, dopo più di due anni, la mia interpellanza sull'emergenza traffico acqueo (QUI), in cui chiedevo al Sindaco di adottare interventi urgenti per salvaguardare la sicurezza della navigazione, resasi necessaria dopo il tragico incidente in Canal Grande in cui perse la vita il professore tedesco Joachim Vogel nel 2013, cui erano seguite nel tempo diverse azioni di controllo del traffico e repressione del moto ondoso, senza però giungere a una soluzione definitiva di quella che era e resta una vera e propria emergenza. La passata amministrazione aveva predisposto un Piano per la sicurezza della Navigazione di 26 punti, che doveva essere accompagnato da un nuovo Piano del Traffico Acqueo, di cui si sono perse le tracce.
L'assessore Renato Boraso, intervenuto in Commissione su delega del Sindaco, ha confermato che dopo quattro di giunta Brugnaro non è stato fatto niente. Il Piano non è stato ancora preparato e ci sarebbero allo studio delle non meglio precisate ordinanze per ridurre il traffico in alcune zone della città e in alcuni orari.
La maggioranza è immobile davanti a una situazione molto problematica, con il traffico acqueo ormai incontrollabile e senza regole. Bisogna attuare provvedimenti urgenti per risolvere il problema e governare la navigazione dei canali interni della città.
Anche sul fronte di Rio Novo, dove il traffico ha portato una vera e propria emergenza inquinamento, siamo fermi. L’argomento non era all’ordine del giorno è stato detto, e l'assessore si è limitato a rispondere che è allo studio un progetto con l’obiettivo di introdurre il senso unico in alcuni orari; il divieto di circolare senza passeggeri (quindi a vuoto); il divieto di sorpasso. Ma quando? E soprattutto, saranno misure sufficienti?
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