Nicola Pellicani Newsletter

NEWSLETTER del 12/07/2019

Carissime/i
La Commissione Antimafia sarà finalmente in Veneto il 17 e il 18 luglio e farà tappa prima a Verona (17/7) e poi il 18 Venezia, nei territori che sono stati più coinvolti dalle inchieste della DDA, dagli arresti e dalle interdittive antimafia dei mesi scorsi.

Da mesi chiedevo la missione in Veneto in quanto le ultime indagini hanno confermato come il territorio sia pervaso dalle organizzazioni criminali, dove il rapporto tra Mafie, Affari e Politica è un fenomeno con il quale dobbiamo fare i conti. Nel Veneto, come in tutto il Nord Italia, le mafie sono sempre più presenti in modo capillare attraverso riciclaggio di denaro, estorsioni, penetrazioni nel mondo delle imprese e degli appalti. Un quadro che è emerso con chiarezza dopo gli oltre 100 arresti in un mese, compiuti dalla DDA all'inizio dell'anno, tutti legati a reati riconducibili al fenomeno della criminalità organizzata.

La missione consentirà di audire le istituzioni, le Procure, le forze dell'ordine e tutti i soggetti che a vario titolo indagano sul fenomeno della criminalità organizzata in Veneto. Ma sarà anche l'occasione per audire parti significative della società, impegnate in prima linea nella lotta alle mafie.
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È ora di dire basta! Bisogna fermare il passaggio delle Grandi Navi nel Bacino di San Marco e nel Canale della Giudecca.
L'episodio di domenica 7 luglio, in cui una Grande Nave, la Costa Deliziosa di 96mila tonnellate di stazza, ha rischiato di andare a sbattere contro Riva Sette Martiri, è di una gravità inaudita. Per pochissimo è stata evitata una tragedia.
Vanno subito accertate le responsabilità in quanto le previsioni meteo almeno da un'ora e mezza prima annunciavano forte maltempo. È stata una scelta irresponsabile decidere di far partire la nave. Martedì scorso sono intervenuto in aula a Montecitorio per denunciare la gravità di quanto accaduto e la completa disattenzione da parte del governo e del Parlamento per la nostra città.

Domenica scorsa la Capitaneria di Porto avrebbe dovuto pretendere il rinvio della partenza. Evidentemente esiste un atteggiamento di sudditanza nei confronti delle compagnie di navigazione.

Ma la sicurezza e il rispetto per la città di Venezia, Patrimonio dell'Umanità, vengono prima di tutto. Dopo questo episodio bisogna pensare a una misura drastica: chiudere i passaggi dal Canale della Giudecca e dal Bacino di San Marco.

Il governo deve assumersi la responsabilità di decidere. Venezia non può più aspettare. Il Ministro alla Confusione Toninelli aveva annunciato entro il 30 giugno una proposta concreta per allontanare le navi dal Bacino di San Marco e dal Canale della Giudecca. Ma ancora oggi non trova di meglio che annunciare altri rinvii. Così tutto resta fermo e le Grandi Navi continuano a passare. Solo nel weekend ne sono previste in arrivo ben otto.

Ci vuole il coraggio di prendere delle decisioni. L'ultima seduta del Comitatone, convocato dal governo di centrosinistra nel novembre 2017, aveva preso delle decisioni che sono ancora valide. C'è la possibilità di tutelare Venezia, di difendere la crocieristica e i posti di lavoro. Ed era prevista anche una soluzione transitoria, subito applicabile.

Toninelli scarica i problemi sui veneziani, penalizzando la città e l'intero Paese. Deve convocare subito il Comitatone e confrontarsi con la città, invece continua a fuggire dalle sue responsabilità.

>> Guarda il mio intervento in aula
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Protocollo fanghi: il governo ha risposto in Commissione Ambiente a una mia interrogazione a risposta immediata (question time) sull'urgenza di approvare il nuovo Protocollo fanghi per la laguna di Venezia.

Il Protocollo è uno strumento importante, senza il quale non è possibile procedere con gli interventi di manutenzione ordinaria della laguna nei suoi aspetti morfologici, anche attraverso lo scavo dei canali portuali per riportarli in quota e di aggiornare la normativa sullo smaltimento dei sedimenti. Attualmente è in vigore un protocollo del 1993, che risulta però in contrasto con le normative europee e va aggiornato. L'approvazione di una nuova normativa consentirebbe di riutilizzare circa il 90% dei fanghi scavati per interventi di contrasto al degrado morfologico della laguna e di determinare siti adatti al confinamento dei fanghi tossici, ma al momento è tutto fermo in attesa del nuovo protocollo.
Le conseguenze dell'immobilismo del governo sono pesantissime sotto il profilo ambientale e dell'attività portuale. La mancanza di un protocollo fanghi impedisce anzitutto il dragaggio e la manutenzione dei canali.

Ancora una volta il governo non è stato in grado di dare una risposta certa sui tempi di adozione del nuovo protocollo. E per l'ennesima volta di fronte alla complessità dei problemi di Venezia dimostra tutta la sua inadeguatezza e incapacità di dare risposte concrete.

Il governo si limita a riassumere tutti i passaggi fatti e quelli che restano da fare, senza però indicare precisamente quando sarà approvato il Protocollo. A quanto si apprende inoltre, anche le opere di protezione della cassa di colmata B non potranno essere finite in assenza di un Nuovo Piano Morfologico della laguna e dello stesso protocollo.

Inoltre sempre nell'ambito degli interventi di manutenzione della laguna, il governo non ha risposto nemmeno sulla questione relativa agli interventi nel Canale dei Petroli, il cui progetto prevede la realizzazione di una palancolata lungo il margine della cassa di colmata B. Un intervento, oggetto di un braccio di ferro tra Provveditorato opere pubbliche e Porto circa il materiale da utilizzare (legno o metallo), che si rende necessario per mettere in sicurezza la cassa di colmata e bloccare lo sversamento di veleni in laguna.

Venezia continua ad essere penalizzata dall'immobilismo della maggioranza gialloverde. Non è più possibile, bisogna prendere decisioni per la città, e smetterla con la politica degli annunci.

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>> Leggi la risposta del Governo
>> Testo dell'interrogazione a risposta immediata
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È stata approvata alla Camera la legge delega sul turismo. Un tema particolarmente sentito a Venezia, in cui la pressione turistica è diventata insostenibile, condizionando la vita quotidiana dei cittadini veneziani.
Per questo ho presentato un emendamento per chiedere l'inserimento nella Legge Speciale di una norma che punta a contrastare l'esodo dei residenti e a limitare le affittanze ad uso turistico. Come? Subordinando le locazioni ad uso turistico al rilascio di una licenza comunale e affidando al Comune il compito di stabilire quanti alloggi potranno essere messi sul mercato degli affitti turistici, eliminando prioritariamente da questo privilegio gli alloggi dei non residenti.
Una norma necessaria per gestire i flussi e contrastare l'esodo degli abitanti da Venezia, e un modo concreto per parlare di autonomia.
Serve una seria politica di governo del fenomeno turistico, ma il mio emendamento è stato bocciato dalla maggioranza gialloverde, che dimostra ancora una volta di non interessarsi ai problemi di Venezia e di non voler governare il turismo in città.

>> Guarda il video del mio intervento
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Torna il Festival della Politica!
Anche quest'anno la Fondazione Pellicani organizza il Festival della Politica, in programma a Mestre dal 5 all'8 settembre con anteprima mercoledì 4.
Vi aspettiamo con moltissimi ospiti e tante novità, per tutti gli aggiornamenti: www.festivalpolitica.it
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