Nicola Pellicani Newsletter

NEWSLETTER del 22/07/2019

Carissime/i
Si è conclusa la missione della Commissione Antimafia in Veneto. Mercoledì 17 a Verona e giovedì 18 a Venezia. Una missione su cui stavo lavorando da tempo, che si è rivelata quantomai utile non solo per fare un approfondimento, ma anche per dimostrare la vicinanza e l'interesse del Parlamento per il caso Veneto.
Le audizioni hanno dipinto un quadro davvero inquietante sulla presenza delle mafie nel territorio, a dimostrazione che non si può parlare più solamente di infiltrazioni, il Veneto è un territorio pervaso dalle organizzazioni mafiose.
A dimostrazione che la presenza delle mafie in Veneto è una questione nazionale giunge anche dall'inchiesta emersa in questi giorni che riguarda Jesolo.
Era evidente che gli appetiti delle mafie interessassero in particolare Jesolo, dove sono in corso ingenti investimenti sia nel campo immobiliare che in quello dei servizi, essendo una delle più importanti località turistico-balneari italiane. L'indagine della DDA ha fatto venire alla luce la presenza della 'ndrangheta nella gestione del Golf Club attraverso Antonino Delfina, emissario del noto clan calabrese dei Bonavota, conferma l'urgenza di accendere un faro sulla presenza delle mafie su tutto il litorale, come ho già evidenziato in numerose occasioni.

La missione a Venezia con tutti i soggetti istituzionali coinvolti nella lotta alla criminalità organizzata, ha consentito di approfondire l'ormai nota vicenda di Eraclea. Dopo gli oltre 50 arresti dell'inverno scorso, e i complessivi oltre 100 in tutta la Regione, il lavoro di indagine non è ancora concluso, la Commissione per l'accesso voluta dal Prefetto ha chiesto altri tre mesi di tempo per valutare lo scioglimento del Consiglio Comunale per mafia. Quel che è certo è che si è trovata di fronte a una situazione molto complessa e sta lavorando con grande difficoltà, anche per il clima poco collaborativo che sta incontrando nel territorio.
Intanto l'indagine sta portando dritto verso Caorle dove emergono collegamenti evidenti tra il clan dei casalesi e le cosche che operano nel paese del litorale. Per approfondire la presenza della criminalità organizzata a Caorle ho chiesto l’audizione del Procuratore Capo di Trieste, in quanto territorialmente competente.

Inoltre le audizioni hanno confermato una rinnovata attenzione per il Tronchetto, dove c'è una presenza storica del "gruppo dei mestrini" della Mala del Brenta nella gestione del trasporto turistico. Ora che il business è diventato particolarmente ricco con l'esplosione del turismo, l'attività degli intromettitori si sta allargando anche a Murano.

La mafia in Veneto rappresenta un fenomeno soprattutto economico, con una zona grigia di consulenti e professionisti molto abili in attività di riciclaggio, false fatturazioni, frodi fiscali, di cui si avvale la criminalità organizzata. Le mafie in Veneto sono imprese economiche e come tali vanno affrontate. In tal senso l’attuale legislazione che risale agli anni '80/'90, è figlia di una stagione superata, ed è perciò insufficiente ad affrontare e svolgere attività di prevenzione alle attività mafiose e va certamente aggiornata. Le mafie si presentano come veri e propri fornitori di servizi illeciti, che offrono le loro prestazioni, mimetizzandosi ed entrando nel tessuto economico e sociale.

Gli incontri hanno confermato un quadro allarmante per l'intreccio tra Mafie, Affari e Politica, come avevano già dimostrato le inchieste dei mesi scorsi. Uno dei dati che più fa riflettere è quello sulle
interdittive, oltre 50 emesse dalle Prefetture in questi anni. Nel veronese è un numero molto elevato, esattamente 19, il più alto della Regione, cresciuto esponenzialmente rispetto all'ultima visita della Commissione in Veneto di quattro anni fa, segno del radicamento profondo della criminalità organizzata in questa zona. Ma segno anche che in quattro anni è stato compiuto un lavoro in grande profondità coordinato in particolare dalla Prefettura.

In entrambi i territori emerge in particolare la necessità di un organico adeguato per affrontare una situazione così complessa, in particolare nelle Procure, dove c'è una carenza cronica di personale. Con la conseguenza che i procedimenti vengono molto rallentati.

La lotta alla criminalità organizzata non si fa solamente attraverso l'attività repressiva, ma bisogna portare avanti anche una cultura della legalità, per questo tra le varie audizioni abbiamo incontrato anche i rappresentanti dei Sindacati, delle associazioni “Libera”, “Avviso Pubblico” e giornalisti che di mafie si occupano da tempo come Maurizio Dianese, Monica Andolfatto, minacciata dai casalesi, Ugo Dinello.

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Ora però non bisogna abbassare l'attenzione su questi temi, ce lo ricorda anche l'anniversario dell'uccisione del giudice Paolo Borsellino e della sua scorta da parte della mafia. È necessario ricordare ciò che è avvenuto per tenere i fari accesi sul presente sul futuro.
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Crisi del governo gialloverde, la maggioranza è bloccata da settimane. I lavori parlamentari procedono con il contagocce, nelle scorse settimane i lavori alla Camera si sono esauriti in poche ore, approvando solo provvedimenti di secondo piano come la legge per la promozione della lettura, la legge delega sul turismo, la ratifica di trattati europei.
Tutta melina perché la maggioranza non è d'accordo su nulla. I nodi da sciogliere sono tanti: l'autonomia, la Tav, il taglio dei parlamentari, la flat tax, la Gronda di Genova, la riforma del processo penale il salario minimo, il conflitto di interesse. Per non parlare del Russia Gate.
Lega e Movimento 5 Stelle sono in disaccordo su tutto, il governo è arrivato al capolinea ed è fermo. Con la conseguenza che anche il Paese è bloccato, mentre l'Italia avrebbe bisogno di un governo che risolva i problemi, che dia risposte concrete ai cittadini.
Strappi e ricuciture, minacce di far cadere il governo e poi passi indietro, in un elastico che ormai va avanti da settimane e non sembra volersi spezzare.
È l'esecutivo dei dossier fermi e delle dirette Facebook. È il governo che sta portando all'isolamento italiano in Europa, che anziché puntare sul rafforzamento dell'Unione Europea, l'unico soggetto in grado di confrontarsi alla pari con i grandi potentati della Terra. Invece si preferisce la politica di piccolo cabotaggio, una volta per spuntarla sui dazi americani, un'altra volta per contrattare uno sconto per l'acquisto dell'energia russa, oppure per ritagliarsi un ruolo da comparsa nella “via della seta” cinese. Tutto ciò significa praticare una politica miope, destinata a portare l'Italia all'irrilevanza.
Il Paese è allo sbando con la prospettiva di galleggiare fino a settembre, quando si dovrà affrontare una legge di bilancio lacrime e sangue.
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È stato pubblicato sul sito del Comune ed è finalmente operativo il Regolamento per i Beni Comuni, approvato lo scorso 27 giugno su mia proposta.
Ora è importante diffondere, valorizzare e far conoscere il Regolamento, Uno strumento innovativo per il governo delle città, a tutti i cittadini.
Il Regolamento permette di avviare politiche di rigenerazione urbana che consentano di rivitalizzare e riqualificare spazi pubblici partendo dal basso, ovvero coinvolgendo e responsabilizzando gli abitanti dei quartieri che in questo modo si prendono cura della città.
È così che può iniziare concretamente un'attività di recupero di spazi abbandonati e in degrado a partire dalle periferie, generando così anche maggior sicurezza. Il cuore del Regolamento sono i patti di collaborazione che regolano i rapporti tra amministrazione e cittadini/gruppi di persone/associazioni.
Si va da piccoli progetti come le piccole aree verdi, da trasformare in orti o in piccoli parchi, fino al recupero degli edifici abbandonati, che può avvenire attraverso diversi progetti. Riuso dei Beni Comuni e riqualificazione delle periferie rappresentano un binomio inscindibile.
>> Link al Regolamento sul sito del Comune
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In Consiglio Comunale è stata approvata la convenzione relativa alla Zona a Traffico Controllato (ZTC) dell'aeroporto Marco Polo, che conferma la sudditanza dell'amministrazione nei confronti di Save e di Marchi. La Convenzione prevede un tempo massimo di 8 minuti di permanenza all'interno dell'area aeroportuale, con sanzioni in caso di sforamento. Inoltre costringe all'utilizzo dei parcheggi della società aeroportuale, che vengono gestiti in modo monopolistico.
Per non parlare poi della questione del taglio degli alberi, che Save sta portando avanti con l'avallo di ENAC e governo, come è stato dimostrato con la risposta dell'esecutivo alla Camera a una mia interpellanza urgente lo scorso 5 luglio.
La convenzione continuerà a comportare gravissimi disagi a tutto l'abitato di Tessera ed è l'ennesima dimostrazione che Save gestisce l'aeroporto senza alcuna trasparenza.
Il Marco Polo rappresenta un'infrastruttura troppo importante per il Comune, la Città Metropolitana e per l'intero Nordest per essere gestita in un quadro permanente di conflittualità con la cittadinanza.
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Il governo gialloverde continua a confermare il suo disinteresse per Venezia.
In Aula era in discussione la proposta di legge di promozione e sostegno della lettura, che poi è stata approvata all'unanimità.
Ho presentato un ordine del giorno, ispirato al buonsenso, per difendere le librerie di Venezia, un caso specifico ed emblematico della difficoltà che stanno attraversando i librai.
Un ordine del giorno che impegnava il governo a individuare iniziative per tutelare le librerie sul territorio e a organizzare un evento per promuovere la filiera del libro a Venezia, in collaborazione con Comune e Città Metropolitana. Per salvare le librerie in passato si erano mobilitati anche decine di scrittori con un appello.
Ma il sottosegretario grillino Gianluca Vacca ha dato parere contrario e la maggioranza ha votato no.
L'ennesima dimostrazione che questo governo non si cura della città.
>> Leggi l'ordine del giorno
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È scomparso Nereo Laroni, uno dei protagonisti della vita politica amministrativa veneziana del secondo novecento. Fu sindaco di Venezia per un biennio (1985/1987) in piena stagione craxiana, diventando una delle figure di rilievo nazionale dei socialisti italiani. Fu anche europarlamentare e altre cose ancora.
Non sono stato d'accordo con lui su tantissime questioni non secondarie, a partire dal Mose e dall'Expo a Venezia. Ma ci sarà certamente tempo e modo per approfondire la figura di Nereo. In questa sede mi preme però evidenziare che fu tra gli animatori di una stagione politica straordinaria di Venezia, quando assieme a mio padre Gianni, a Giobatta Gianquinto, Mario Rigo, Renato Nardi, Gianni e Cesare De Michelis, e molti altri, diede vita alla giunta rossa del 1975. Un’amministrazione comunale di grande lungimiranza politica e grande efficienza. Fu l’amministrazione che più di tutte seppe rispondere ai bisogni dei veneziani in termini di risanamento, servizi e riqualificazione urbana.
Nereo se n’è andato proprio nel trentennale del concerto dei Pink Floyd, che lo vide tra i più convinti sostenitori di un evento che divise i veneziani e sconvolse la città, chiudendo definitivamente il capitolo Expo.
Sono trascorsi trent’anni, i turisti sono passati da 3 a 30 milioni, ma il nodo sull’uso e lo sfruttamento della città, ahimè, è ancora tutto da sciogliere.
Ciao Nereo!
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