Nicola Pellicani Newsletter

NEWSLETTER del 08/08/2019

Carissime/i
Grandi Navi: il Ministro “dimezzato” Toninelli prende in giro i veneziani. L'audizione in Commissione Trasporti alla Camera ha confermato che nella testa del Ministro regna una gran confusione.
Il Ministro, indebolito e sconfessato dalla sua stessa maggioranza di governo su un tema strategico come quello della TAV, che credibilità può avere per risolvere un problema complesso come quello delle Grandi Navi a Venezia?

Nella relazione che ha letto davanti ai Deputati non è emerso niente di concreto: né per le soluzioni transitorie, cosiddette diffuse, tanto meno per le soluzioni definitive. Dopo 14 mesi dalla sua nomina, il Ministro fa solo una generica promessa, impossibile da mantenere, ovvero che da settembre alcune navi saranno dirottate sulle banchine Lombardia e Piemonte e su Fusina. Come se carghi e navi da crociera da migliaia di tonnellate potessero essere spostate da una parte all’altra della laguna, come fossero macchinine.

Inoltre Toninelli ha anche detto chiaramente che non convocherà il Comitatone, il luogo dove da decenni vengono assunte tutte le decisioni importanti per Venezia. Il Ministro “dimezzato” pensa di poter governare Venezia per decreto, sulla testa dei cittadini. È questa la sua idea di partecipazione?
Parla di voler utilizzare lo strumento del dibattito pubblico per decidere con la città il progetto del nuovo terminal per le Grandi Navi, senza avere alcun progetto in mano, confermando ancora una volta tutta la sua inadeguatezza.

Non possiamo rassegnarci a questo governo di incompetenti che abbandona Venezia a sé stessa.

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La settimana scorsa erano stati auditi alla Camera il Sindaco Brugnaro, il Presidente della Regione Zaia e il Sindaco di Chioggia Ferro.
Un incontro finito in un nulla di fatto, con un convitato di pietra, il Ministro Toninelli, che ha perso l'ennesima occasione di confrontarsi con le istituzioni del territorio.
Nel corso dell'incontro non si è smentito nemmeno il Sindaco Brugnaro, che ha buttato la discussione in caciara e in polemica, perdendo come sempre il controllo e producendosi in uno dei suoi soliti show, senza far nulla di concreto per favorire la risoluzione di problemi della città.

Venezia ha bisogno dell'attenzione del Governo e del Parlamento per affrontare questioni complesse che riguardano la nostra città, a partire da quelle delle Grandi Navi, ma anche del Mose e della gestione dei flussi turistici.
panoramica venezia e laguna 2
Antimafia: porta a Verona l'inchiesta per autoriciclaggio della Procura di Milano che vede coinvolto l'ex sottosegretario leghista Armando Siri. Da quanto risulta dall'inchiesta esiste un collegamento tra Siri e Vito Nicastri, l'imprenditore trapanese attivo nel settore delle energie rinnovabili, che secondo gli investigatori avrebbe finanziato la latitanza del boss Matteo Messina Denaro, attraverso un altro imprenditore, Francesco Paolo Arata.

Per questo ho presentato un'interrogazione per chiedere se esistano collegamenti tra Vito Nicastri, le sue aziende e la politica e l'imprenditoria veronese, e quali siano i rapporti tra l'ex sottosegretario e alcuni mediatori veronesi, che gli avrebbero garantito prestiti quantomai sospetti.

La presenza delle cosche mafiose nel nord Italia ormai non è più una notizia, diverse inchieste hanno accertato il radicamento della criminalità organizzata nel Nord e in particolare a Nordest, come quelle di inizio anno che hanno portato a oltre cento arresti. Anche per questo, da componente della Commissione Antimafia, fin dall'insediamento della Commissione ho lavorato per organizzare una missione in Veneto, per analizzare le dinamiche sul territorio con le istituzioni, le procure, le forze dell'ordine, i sindacati, le associazioni e gli studiosi del fenomeno.

Ed è proprio dalle audizioni svolte nell'ambito della missione degli scorsi 17 e 18 luglio che sono emersi nuovi elementi sia relativi ai collegamenti tra le cosche siciliane trapiantate nel veronese con l'ex sottosegretario Siri, sia della presenza delle mafie in tutto il litorale veneziano, Caorle e Jesolo compresi, come ha dimostrato l'indagine della DDA di Torino, che ha fatto venire alla luce la presenza della 'ndrangheta nella gestione del Golf Club di Jesolo attraverso Antonino Delfina, emissario del noto clan calabrese dei Bonavota.

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COMMISSIONE ANTIMAFIA
Decreto sicurezza bis: il governo gialloverde ha approvato a colpi di fiducia un provvedimento disumano, contro i poveri, gli emarginati, i disperati. Una norma che nega alcuni dei diritti fondamentali, posti sotto la bandierina della sicurezza.
Passa l'idea del Ministro dell'Interno Salvini che criminalità sia uguale a immigrazione, viene criminalizzata la solidarietà, mentre non vi sono azioni concrete per rafforzare la lotta contro le mafie e la sicurezza nelle città. È un provvedimento che va contro i principi costituzionali che hanno sorretto nei decenni la rinascita democratica del nostro Paese. I 5Stelle hanno dimostrato ancora una volta il loro vero volto, votando il decreto.

Alla Camera era stato però accolto un ordine del giorno da me presentato con cui il governo si è impegnato a rafforzare, a partire da quest'anno, in termini di uomini e mezzi, i presidi e le forze dell'ordine della Città Metropolitana di Venezia. Ora misureremo la maggioranza a rispettare questo impegno con i veneziani e i veneti.

>> Leggi il mio Ordine del Giorno
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Emergenza case ATER. Il 1° luglio scorso è entrata in vigore la Legge Regionale 39/2017, che ha riformulato la normativa regionale in materia di edilizia residenziale pubblica (alloggi ERP).

Una legge iniqua che sta penalizzando fortemente le fasce più deboli della popolazione. La materia è di competenza regionale, ma ho scritto una lettera al Presidente del Consiglio - QUI - perché perché intervenga presso il Presidente Zaia per modificare subito la normativa.

Un provvedimento che sta generando grande allarme tra gli inquilini degli alloggi, soprattutto tra i meno abbienti, che rischiano di perdere il diritto all'alloggio a causa degli aumenti dei canoni di locazione. Il PD regionale, le organizzazioni sindacali, l'Unione degli Inquilini di Venezia da tempo mettono in guardia sui pericoli della nuova legge, che rischia, solo all'interno del Comune di Venezia, di mandare fuori casa circa 1.500 famiglie in due anni, prevedendo aumenti, secondo alcune rilevazioni, anche del 300 per cento. Inoltre secondo dati forniti da ATER Venezia, con la nuova legge nell'intera provincia di Venezia ben 4 assegnatari su 5 hanno avuto un aumento del canone (81%, 6.170 su un totale di 7.565). In Veneto invece su 40mila alloggi popolari, ben 24mila famiglie si sono viste aumentare il canone d'affitto.



In sostanza agli assegnatari degli alloggi ERP si chiede ora di documentare la propria situazione reddituale e patrimoniale, dimostrando di avere un ISEE-ERP non superiore a 20mila euro e di non avere altri alloggi in usufrutto o proprietà. Con la nuova legge chi non ha presentato entro il 1° luglio la dichiarazione ISEE o supera i limiti reddituali previsti dalla legge avrà due anni di tempo per ottemperare all'obbligo di legge o per rientrare nei parametri. Nel frattempo pagherà il canone di locazione secondo i canoni di mercato, maggiorati del 10 per cento.

La legge si proponeva giustamente di mettere ordine nel comparto e scovare i “furbetti” che approfittavano delle storture previste dalla normativa precedente. Con la nuova legge invece si tiene conto solo del parametro ISEE, che scatta una fotografia dei due anni precedenti, e non considera la situazione reddituale, che nel corso del tempo può variare, penalizzando un gran numero di assegnatari di alloggi ERP, che in qualche caso si sono visti recapitare l'avviso di sfratto o l'aumento dell'affitto.
case mestre
Il Consiglio Comunale ha approvato la variante per via Ulloa, stravolgendo le vecchie previsioni urbanistiche. È vero che la lottizzazione di via Ulloa come del resto quella di via Ca' Marcello era prevista da tempo dalle passate amministrazioni, però le giunte di centrosinistra avevano previsto destinazioni urbanistiche miste, comprensive di direzionale, residenziale, commerciale e ricettivo.
Brugnaro in via Ca' Marcello ha trasformato tutto in alberghiero, regalandoci 6mila nuovi posti letto, che diventeranno 9mila a regime, con un'architettura in stile “penitenziario”, similmente in via Ulloa ha quasi raddoppiato la destinazione ricettiva, passando da 8mila a 14mila. Un altro passo in avanti per trasformare Mestre e Marghera in un dormitorio per turisti. Dopo 4 anni si vedono con chiarezza le differenze da Brugnaro. Noi siamo quelli che hanno realizzato il Parco di San Giuliano, riqualificato i centri della terraferma, in particolare piazza Ferretto e tutte le aree limitrofe, compreso l'asse via Poerio – Riviera XX settembre, riscoprendo il fiume Marzenego dopo cinquant'anni. Siamo quelli che hanno creato le condizioni per costruire il nuovo ospedale dell'Angelo e la nuova aerostazione di Tessera, costruita tutta con soldi pubblici.
L'attuale amministrazione al momento al di là di un diluvio di parole di propaganda, ci ha regalato soltanto la colata di cemento con gli alberghi nell'area della Stazione.
PROGETTO VIA ULLOA
Ci siamo, manca meno di un mese all'inizio del Festival della Politica, 5 giorni di incontri e confronti nel centro di Mestre.
A breve sul sito www.festivalpolitica.it sarà rilasciato il programma completo della rassegna, che può contare anche quest'anno su relatori di grande rilievo, anche internazionali: verranno a discutere con noi, tra gli altri, Ségolène Royal, Miguel Angel Moratinos, Yves Mény, che si aggiungono a Massimo Cacciari, Carlo Cottarelli, Ezio Mauro, Angelo Panebianco, Marco Damilano, Ilvo Diamanti, Sofia Ventura, Nando Pagnoncelli, Piero Fassino, Alessandra Sardoni, David Parenzo, Antonio Gnoli, Alessandra Ghisleri e molti altri.

Si discuterà dei temi dell'attualità come i cambiamenti climatici, la politica internazionale, l'economia, analizzeremo la figura di Dante e il rapporto tra scienza e filosofia.

Vi aspetto dal 4 all'8 settembre a Mestre!
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