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Newsletter del 30/05/2019

Carissime/i
Elezioni Europee: il PD ha ottenuto un risultato positivo, incoraggiante, ma bisogna restare con i piedi per terra. E' solo l'inizio di una ripartenza, resta molta strada da fare. Dopo il crollo annunciato del Movimento 5 Stelle il PD è il secondo partito in Italia. Il risultato delle urne evidenzia con chiarezza come solo attorno al PD è possibile costruire un'alternativa all'onda nera di Salvini.
La lista unitaria del Partito Democratico recupera consensi anche nel Veneto roccaforte leghista e in particolare a Venezia, un segnale incoraggiante in vista delle amministrative 2020.
Come ci siamo già detti tante altre volte il PD potrà essere un'alternativa credibile e competitiva solo se avrà il coraggio e la capacità di rifondarsi su basi nuove; superando la logica delle correnti, aprendosi alla società civile, condividendo con i cittadini, i comitati, i comitati, con la parte più vitale delle città, non solo i progetti ma anche le decisioni più importanti da prendere. Ciò significa essere disponibili a cedere porzioni di sovranità, ma è l'unica strada per tornare ad essere espressione della società che ci circonda.

Ma di tutto questo avremo modo di riparlarne.

Una prima riflessione approfondita sul voto del 26 maggio sarà la rassegna in programma da domani al Chiostro M9 "Aspettando il Festival della Politica. Dove va l'Europa", cui vi invito a partecipare.

> Leggi le mie dichiarazioni
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Le elezioni del 26 maggio hanno in parte modificato gli equilibri europei, ma quali saranno i nuovi assetti politici? Quali i flussi elettorali che hanno determinato il risultato?
La Fondazione Pellicani organizza la rassegna “Aspettando il Festival della Politica: dove va l'Europa”, una prima occasione per avviare un'analisi seria e approfondita sull'esito del voto. Con cifre, dati, elaborazioni inedite, mettendo a confronto alcuni tra i principali analisti della materia.
Vi aspetto venerdì 31 maggio e sabato 1 giugno, nel Chiostro M9!
Per tutte le informazioni: www.festivalpolitica.it
ASPETTANDO IL FESTIVAL - DOVE VA L EUROPA
Emergenza personale negli uffici giudiziari a Venezia. Il governo ha risposto in aula alla Camera alla mia interrogazione, che evidenziava le difficoltà della giustizia veneziana, come emerso con chiarezza nel corso dell'Inaugurazione dell'Anno Giudiziario della Corte d'Appello.
Ma ancora una volta il Governo è stato generico, vago, senza dare alcuna risposta concreta, come sempre accade quando parla di Venezia.

Eppure ci sono 4mila procedimenti da smaltire, che restano fermi per le carenze di organico. Non è pensabile procedere in questo modo. Al momento vi è un assistente ogni due magistrati, le figure amministrative siano 70 su una pianta organica di 120, tra l’altro molti sono lavoratori precari, addirittura tirocinanti. Mancano 3 funzionari su 7 e 2 cancellieri sui 4 previsti.

C'è l'urgenza di intervenire in tempi rapidi. Non va dimenticato che tra le tante attività Venezia è in prima linea anche per le inchieste della DDA che, nei mesi scorsi, hanno portato a oltre cento arresti e alla dimostrazione del radicamento della criminalità organizzata in Veneto, mettendo in luce la necessità di potenziare gli uffici. Ma il governo degli annunci perde il pelo ma non il vizio. Nonostante la campagna elettorale sia finita continua a rappresentare una realtà virtuale, senza dare risposte concrete ai problemi, facendo solo vaghe promesse.
Annuncia un piano di assunzioni nell’arco del triennio 2019-2021 di circa 3mila unità, e la riorganizzazione delle piante organiche degli uffici giudiziari, senza però specificare quali siano le dotazioni previste per il distretto di Venezia.

Il Ministero deve adeguatamente dotare la Corte d’Appello di Venezia del personale amministrativo e giudiziario necessario a garantire un corretto funzionamento degli uffici.

> Leggi l'interrogazione presentata
> Guarda la risposta del Governo
> Qui la rassegna stampa
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Aeroporto Marco Polo di Venezia, serve chiarezza per un'infrastruttura strategica per Venezia e l'intero Nordest.
Per questo ho presentato una serie di atti parlamentari ai Ministri delle Infrastrutture e Trasporti, dell’Ambiente e delle Finanze, per sapere se siano a conoscenza della situazione dell'aeroporto. Intendo in particolare fare luce su alcune questioni urgenti: sul progetto della bretella ferroviaria per raggiungere l'aeroporto; l'abbattimento degli alberi all'interno del sedime aeroportuale per far spazio a nuovi parcheggi e la poca trasparenza dei bilanci e dell'attività di Save.

Improvvisamente, il giorno prima delle elezioni, il Ministro alla Confusione Toninelli è intervenuto con un comunicato sulla questione della bretella ferroviaria: non certo con una risposta concreta, ma proponendo una soluzione pasticciata ovvero, che si farà sia la stazione di testa, sia la soluzione a “cappio”, suddividendo il progetto in due generiche fasi. Che significa?
Ma non è tutto. Toninelli annuncia che il progetto sarà accelerato da un commissario. Vuol dire che lo “sblocca cantieri” prevederà, oltre al commissario per il Mose, anche un commissario all'aeroporto?
Il Ministro, che non si è mai occupato concretamente dei problemi di Venezia, come Grandi Navi, Mose, Porto Marghera e aeroporto, per ovviare alle difficoltà del M5S, vorrebbe rassicurare i veneziani, ma in realtà li prende solo in giro.

Ora che le elezioni sono passate, il Governo intende far fede alle promesse e dare risposte rapide e concrete ai problemi di Venezia, o resterà come sempre tutto fermo?

> Gli atti ispettivi presentati: QUI sulla bretella ferroviaria; QUI su abbattimento alberi, parcheggi e trasparenza
> Leggi la rassegna stampa
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Ciclovia Adriatica: qualcosa si muove, ma il Governo non riesce a spendere i fondi messi a bilancio dal governo di centrosinistra (360 milioni). Il governo, rispondendo in aula alla Camera alla mia interrogazione, ha affermato che il 24 aprile scorso è stato siglato un protocollo di intesa relativo alla Ciclovia Adriatica nel tratto Veneto, che va da Bibione a Porto Tolle.

Ma non basta: i fondi sono stati già stanziati nel 2016, è ora di procedere concretamente con il progetto della Ciclovia Adriatica, per un territorio come il Veneto, e il litorale in particolare, ad alto impatto turistico, che ha tutte le caratteristiche naturalistiche, culturali e storiche per sviluppare una rete di mobilità lenta e sostenibile, senza dimenticare la presenza consolidata di stranieri provenienti da Paesi in cui il cicloturismo è molto diffuso come Germania, Danimarca, Olanda.

Il governo deve iniziare a far seguire gli annunci dai fatti: il Sistema Nazionale delle Ciclovie turistiche infatti, se completato, creerebbe un'ulteriore attrattiva dei territori legata al turismo sostenibile e al cicloturismo, un fenomeno in espansione, che secondo i dati della Commissione Europea genera ricadute per oltre 47 miliardi di euro.

> Qui l'interrogazione presentata
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