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NEWSLETTER del 25/10/2019

Carissime/i
È vergognoso quanto accaduto nel corso del Consiglio Comunale straordinario, convocato su richiesta del PD e delle altre opposizioni, per discutere dell'emergenza casa. Doveva essere l'occasione per chiedere in modo unitario, con una sola voce, alla Regione di modificare la legge iniqua e ingiusta sui canoni delle case Ater e comunali che penalizza la povera gente, prevedendo aumenti fino al 300% degli affitti.
Ma la maggioranza verde-fucsia ancora una volta ha preferito mostrare i muscoli, dimostrando arroganza e disprezzo per le minoranze.
Prima ha impedito al pubblico, composto per lo più da inquilini anziani, la possibilità di assistere ai lavori del Consiglio, un fatto gravissimo, in quanto il Comune è la casa dei cittadini, che hanno diritto a partecipare alle assemblee pubbliche.
Poi si è rifiutata di produrre un testo unitario dalle due mozioni depositate, la prima dall'opposizione - QUI -, la seconda dalla maggioranza. Davvero un brutto spettacolo. Tutti hanno potuto seguire via streaming quanto avvenuto.
Per quanto mi riguarda continuerò il mio impegno e la mia battaglia in difesa dei diritti dei più deboli che vivono nelle case popolari nella nostra Regione.
Lunedì 28 ottobre, alle 17.00, parteciperò ad un incontro su questi temi a Spinea, al Villaggio dei Fiori, dove ci sono alcune case popolari di proprietà del Comune di Venezia.

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>> Il servizio del TGR Veneto
>> Il servizio di AntennaTre
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Alla Camera è stata approvata la legge “Salvamare”, una misura che consentirà di rendere più pulito il mare. Un provvedimento importante a tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini, che consentirà di portare e conferire a terra i rifiuti recuperati in mare, nelle lagune, nei laghi e nei fiumi, in particolare la plastica.
Da studi recenti emerge che le materie plastiche, in particolare la plastica monouso, rappresentano oltre il 70% dei rifiuti marini, e che provocano oltre il 90% dei danni alla fauna selvatica marina.
Si stima che ogni anno finiscano nelle acque del pianeta 8 milioni di tonnellate di plastica, rifiuti che si scompongono in pezzi sempre più piccoli che vengono ingeriti dai pesci, entrando quindi nella catena alimentare.

Un impegno concreto per la difesa dell'ambiente, fondamentale per il futuro del pianeta. Un provvedimento che si inserisce in un ambito di tutela dell'ambiente più ampio, con lo sblocco del riciclo dei rifiuti con l'emendamento “End of Waste” approvato dal Senato e la realizzazione del Green New Deal, il decreto clima sui cui stiamo lavorando.
Da tempo sto seguendo questi temi, perché ritengo che Venezia, per le sue caratteristiche e peculiarità, possa assumere un ruolo importante su un tema strategico come l'analisi e lo studio dei fenomeni ambientali e climatici.
Per questo mi sto impegnando in Parlamento perché proprio in città venga istituito un Centro Internazionale sui Cambi climatici, che coinvolga studiosi e tecnici per analizzare i fenomeni e proporre politiche concrete a difesa dell'ambiente e della salute dei cittadini.
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In Veneto è allarme omertà sulle mafie. L'ultima inchiesta della DDA di Venezia, che ha portato in carcere Antonio Genesio Mangone, affiliato del clan 'ndranghetista Grande Aracri, non solo è l'ennesima conferma della presenza della criminalità organizzata sul territorio, ma soprattutto mette in luce l'aspetto davvero inquietante, dell'omertà sempre più diffusa sul nostro territorio.
Gli inquirenti infatti non hanno potuto contare sulla collaborazione delle vittime della 'ndrangheta. Tanto che per arrivare all'arresto è stato necessario compiere decine di perquisizioni a quegli stessi imprenditori minacciati dai mafiosi, per riuscire ad acquisire le prove necessarie.
L'ennesima prova che la mafia in Veneto rappresenta un fenomeno soprattutto economico, spesso invisibile, che infetta in particolare il mondo delle imprese. Spesso l'anello di congiunzione tra criminalità organizzata e attività economiche è proprio costituito da quell'area grigia di cui fanno parte in particolare il mondo dei professionisti e dei consulenti, che agiscono in modo illecito ma con grande abilità nelle attività di riciclaggio, frode fiscale, false fatturazioni.

Quello dell'omertà è un elemento emerso con chiarezza anche nel corso della missione della Commissione Antimafia da me promossa lo scorso luglio, con l'obiettivo di porre l'attenzione sulla presenza delle mafie in Veneto. E ribadito anche dal Prefetto di Venezia, che recentemente aveva evidenziato come l'omertà sia un problema che sta rallentando anche il lavoro della Commissione di Accesso nominata per far piena luce sull'attività dell'amministrazione comunale di Eraclea, dopo l'inchiesta del febbraio scorso che ha portato all'arresto anche del Sindaco.

C'è da sottolineare ancora una volta il lavoro della DDA di Venezia, dei Carabinieri di Padova e della Guardia di Finanza di Mirano, che desidero ringraziare per l'attività che svolgono ogni giorno nel segno della legalità.
Accanto alla repressione dei reati, bisogna però intensificare l'attività di informazione e di sensibilizzazione della società.
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La crisi del commercio sta spegnendo Mestre. Ho presentato un'interrogazione in Consiglio Comunale per sollecitare il Comune ad incentivare le nuove aperture, adottando azioni incisive, agendo ad esempio sulla leva delle imposte, penalizzando i proprietari che lasciano i locali sfitti, oppure sui costi dei plateatici.
Ma l'amministrazione non fa nulla di concreto, il progetto sui Distretti commerciali potrà produrre risultati solo nel lungo periodo, ma l'emergenza è adesso e va affrontata in modo serio. Certamente non basta l'app presentata nei giorni scorsi dal Sindaco per riaccendere le vetrine dei negozi.

La situazione in terraferma è particolarmente grave: i dati recentemente diffusi da Confesercenti testimoniano uno stillicidio che dura da tempo, con i negozi sfitti che a Mestre sono il 22,4% del totale, cresciuti di oltre il doppio rispetto a cinque anni fa. Tra le categorie commerciali è quella dell'abbigliamento che ha avuto il calo più significativo, con oltre il 40% dei negozio chiusi. Le zone più penalizzate sono le vie del centro, come Corte Legrenzi, via Einaudi, via San Rocco, via Ca' Savorgnan. Senza contare piazza Ferretto, dove lo sfitto è il 23,1%, ma se si considerano solamente i negozi di abbigliamento ed estendendo l'area alle piccole piazzette adiacenti di arriva ad oltre il 50%.

Ogni vetrina che si spegne impoverisce l'intera area urbana e contribuisce a rendere meno sicure le persone. Non a caso i luoghi abbandonati producono degrado e favoriscono il proliferare della delinquenza. Non è pensabile rilanciare e riqualificare Mestre solamente con la politica degli annunci. Bisogna agevolare le attività commerciali, che non significa fare gli interessi di una singola categoria, bensì gli interessi di tutti.

Esistono esempi virtuosi di altri Enti Locali che hanno messo in atto azioni di contrasto all'impoverimento del tessuto commerciale. Non occorre andare molto lontano, ad esempio il Comune di Padova ha adottato una misura di de-fiscalizzazione delle nuove aperture in spazi commerciali sfitti, prevedendo un contributo pari alle imposte comunali del primo anno di attività.

>> Leggi la mia interrogazione
GIULIA CANDUSSI - .
Regolamento Beni Comuni. Che cos'è? Che opportunità offre? Come funziona?
Vi aspetto lunedì 4 novembre, alle 18.00, al Negozio Piave67 (via Piave 67, Mestre). Oltre a me interverranno Raul Pantaleo (coordinatore del gruppo di lavoro G124 di Marghera) e Nicola Pavan (architetto, Studio 120grammi). Coordina Nicola Ianuale (Gruppo di Lavoro via Piave).
>> Regolamento Beni Comuni
SAVE BENI COMUNI 4 NOVEMBRE
È stata davvero una bella idea quella di dedicare a Cesare De Michelis la stagione del Teatro Goldoni, inaugurata ieri con lo spettacolo di Marco Paolini. Mi sono commosso a vedere quant'è bravo in scena il giovanissimo Vittorio Cerroni, figlio del mio grande amico Claudio.
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