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NEWSLETTER del 20/11/2019

Carissime/i
Finalmente una buona notizia: la Camera ha dato un bel segnale alla Città di Venezia. In queste ore in cui i veneziani stanno facendo la conta dei danni e c'è ancora tanta disperazione e rabbia, la Camera ha votato pressoché all'unanimità (3 soli voti contrari) una mozione, di cui sono primo firmatario, a sostegno di Venezia. Partendo dal testo che ho predisposto per il PD, prima è stata raggiunta l'intesa con le forze di maggioranza e quindi anche con Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia. Un risultato davvero significativo in una stagione in cui prevale solo la conflittualità e la polemica tra le forze politiche.

Sono previste misure per affrontare l'emergenza, a sostegno di Venezia e Chioggia, con sgravi fiscali, contributi per i danni subiti, sospensione del pagamento di bollette, tasse e mutui.

La mozione impegna il governo a insediare a Venezia un Centro internazionale sui cambi climatici, come da tempo ho proposto assieme alla comunità scientifica veneziana. E impegna il governo a insediare la ZES (Zona Economica Speciale). Un'iniziativa coraggiosa che la Lega non aveva mai avuto il coraggio di fare e noi abbiamo proposto e approvato in Parlamento. Ora bisogna realizzarla. Mi auguro che imprenditori e territorio ci rendano merito di questa iniziativa.

La mozione inoltre prevede di estendere anche a Chioggia lo stato di emergenza e di verificare se, considerate le condizioni ambientali, l'impianto GPL sia compatibile con le necessarie condizioni di sicurezza e procedure di emergenza.

Sempre ieri, con decreto del Ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli, il governo ha sbloccato 65 milioni della Legge Speciale per la salvaguardia di Venezia, Chioggia e i Comuni della gronda lagunare. Sbloccando risorse ferme da una vita.

Segnali davvero positivi. Mi auguro sia solo un punto di partenza e che le drammatiche giornate che abbiamo vissuto abbiano sensibilizzato in modo adeguato il Parlamento e le forze politiche. È molto importante che la Camera abbia condiviso e fatto propria l'idea che per sostenere la città bisogna non solo far fronte all'emergenza di queste giornate, ma anche affrontare in modo unitario il Dossier Venezia, che significa finanziare in modo costante aggiornandola la Legge Speciale. Affrontare il tema della salvaguardia della città, il flusso quotidiano di turisti, le Grandi Navi, il moto ondoso, il problema della residenza e il ripopolamento della città storica. Ma mi riferisco anche all’operatività del Porto e perciò all’escavo dei canali, nonché alle Bonifiche a Porto Marghera. Inoltre non è più rinviabile la pulizia dei suoli inquinati che sversano i veleni in laguna.

Oggi il Parlamento ha dimostrato di avere Venezia nel cuore, però ora attendiamo fatti concreti dal governo.

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Venezia ha vissuto infatti una settimana tragica, con una sequenza di maree eccezionali che non si era mai vista. Non si erano mai verificate tre acque alte superiori a un metro e mezzo in una settimana.

Abbiamo visto tutti le immagini di martedì 12 novembre, con l'acqua che ha raggiunto i 187 cm, spinta dal vento di scirocco che soffiava a oltre 100 km/h, abbiamo visto le devastazioni e i danni incalcolabili che la marea ha lasciato in città, nelle case, nei negozi e nei laboratori artigiani, nella Basilica di San Marco, al Conservatorio, alla Querini Stampalia. Ma anche nelle isole, a Lido, Pellestrina, Murano e Burano.
A Chioggia, dove la marea ha invaso il centro storico, causando gravissimi danni alle abitazioni e alle attività economiche. Senza contare che le mareggiate hanno colpito tutto il litorale veneziano: Cavallino Treporti, Jesolo e Caorle.

Abbiamo rivisto l'acqua che saliva, come durante l'alluvione del 1966, quando la marea raggiunse quota 194 cm. Abbiamo visto l'instancabile lavoro della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco, della Polizia Municipale, di tutte le Forze dell’Ordine, degli operatori del SUEM, che dobbiamo ringraziare.

Tutto il mondo ha guardato Venezia in questi giorni e ha potuto vedere non solo i danni, ma la reazione dei veneziani, la gara di solidarietà, l’impegno in particolare dei giovani, che si sono auto-organizzati, addirittura in tremila, per portare aiuto e conforto.

Il governo è intervenuto tempestivamente, dichiarando subito lo stato di emergenza e stanziando le prime risorse, 20 milioni, per far fronte alle emergenze, prevedendo una prima tornata di rimborsi ai privati fino a 5 mila euro e alle attività economiche fino a 20 mila; stabilendo la sospensione dei mutui e affidando al sindaco poteri commissariali.
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Nei giorni scorsi ci siamo nuovamente trovati impotenti davanti al fenomeno dell'acqua alta, come nel 1966, con la consapevolezza però che, a causa dei cambiamenti climatici, il fenomeno è diventato più frequente. Che fare?
In questi giorni si è parlato molto del Mose, un'opera faraonica e invasiva per la laguna, che a mio parere non si sarebbe mai dovuta fare. Ma che adesso, arrivati al 95% dei lavori e già spesi 5,5 miliardi di euro di soldi pubblici, va finita e fatta funzionare. Sapendo che in ogni caso non sarà sufficiente per difendere Venezia, e che servono nuovi progetti, studi, certamente meno impattanti del Mose, per la salvaguardia della città.

Ho rilanciato perciò la mia proposta di istituire a Venezia un Centro Internazionale sui Cambi Climatici, contenuto nella pdl di aggiornamento della Legge Speciale che ho depositato un anno fa. Un modo concreto per mettere Venezia al centro di un sistema internazionale di ricerche sui cambiamenti climatici e per rispondere alla monocultura turistica, investendo sui giovani, sulla ricerca scientifica, sulle università.

Il governo ha finalmente convocato il Comitatone, il luogo dove da decenni vengono assunte tutte le decisioni importanti per Venezia, che non si riuniva più dal novembre del 2017. Sarà finalmente l’occasione per rifinanziare la Legge Speciale, ma non solo.

In quasi 17 anni di cantieri, il Mose ha drenato tutte le risorse e sono rimasti praticamente fermi tutti quegli interventi vitali per Venezia.
Per questa ragione ho formalmente chiesto in Commissione Ambiente l’avvio di un’indagine conoscitiva su tutto lo stato di attuazione degli interventi per la salvaguardia della città, a partire dall’escavo e quindi alla pulizia dei rii, dei canali interni, e tutti gli interventi diffusi di manutenzione: come la riqualificazione della residenza, il restauro del patrimonio monumentale, al consolidamento delle fondamenta, al sollevamento delle insule.

Ora è necessario finanziare questi interventi, per riportare l'attenzione sulla città e sui suoi abitanti. Ma il Comitatone sarà anche l’occasione per iniziare ad affrontare gli altri grandi temi del Dossier Venezia, perché i problemi della Città è possibile pensare di risolverli solo se verranno trattati in modo unitario.

Per la gestione di temi tanto complessi è necessario inoltre aggiornare la Legge Speciale, che resta lo strumento fondamentale per il governo della città, ma va attualizzato, rendendolo più aderente alle esigenze della città. Garantendo un flusso costante di risorse, ma anche assegnandole un impianto più federalista, responsabilizzando maggiormente i territori.
La pdl di cui sono primo firmatario può diventare il punto di partenza in Parlamento per la discussione e il confronto con tutte le forze politiche.

Dobbiamo riaffermare con forza che aiutando Venezia aiutiamo il Paese e che la nostra città non è un problema, ma un'opportunità per l'Italia.

>> Guarda il mio intervento in Aula
>> Leggi la mia proposta di Legge Speciale per Venezia
>> Sintesi Legge Speciale in 10 punti
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