prova testata

NEWSLETTER del 03/12/2019

Carissime/i
Un altro flop al Referendum per la divisione del Comune. Per la quinta volta gli elettori hanno ribadito con chiarezza che non sono interessati al tema della separazione.
Spero vengano introdotte nuove regole, alzando la soglia del numero di firme, fissando limiti temporali, per evitare un sesto Referendum, perché non è pensabile costringere la città ad esprimersi continuamente sullo stesso argomento.

La separazione tra Mestre e Venezia è un'iniziativa antistorica, che non ha alcuna relazione con l'urgenza di risolvere i grandi problemi che abbiamo di fronte.
Complessivamente questa volta meno del 15% si è espresso favorevolmente, in particolare in città storica. Una piccola minoranza che va rispettata e va colto soprattutto il malessere e il malcontento espresso da coloro che hanno votato a favore della separazione. Un malessere che non va sottovalutato ed è riconducibile anzitutto alla cattiva amministrazione di Brugnaro.

Ma ora dobbiamo voltare pagina e tutti insieme affrontare i grandi nodi che da troppo tempo aspettano di essere sciolti. A partire dal tema della salvaguardia della città, del turismo, del Porto, delle bonifiche di Marghera, il futuro di Mestre e dell'intera Città Metropolitana.
REFERENDUM VENEZIA-MESTRE: OGGI SI VOTA PER IL 'DIVORZIO'
Dopo la drammatica notte del 12 novembre e dei giorni seguenti, il governo ha finalmente posto la giusta attenzione su Venezia, convocando il Comitatone che non si riuniva dal 2017. La marea eccezionale che quella notte ha raggiunto 187 cm, e che nell’arco di una settimana ha superato per tre volte 150 cm come non era mai successo prima, ci rimanda indietro di 53 anni, a quel 4 novembre 1966 e impone giocoforza l’apertura di una nuova stagione per la città. Un nuovo inizio per affrontare in modo adeguato e con consapevolezza le sfide che ci attendono nei prossimi decenni.
Intanto il governo è stato tempestivo stanziando non solo le risorse per concludere il Mose, ma anche per riprendere finalmente gli interventi per la manutenzione diffusa e per le bonifiche.

Il Comitatone ha dimostrato di voler pensare al futuro avviando iniziative volte ad individuare non solamente risorse adeguate, ma anche strumenti legislativi adeguati. In tal senso ha già iniziato a dar corso alla mozione per Venezia approvata nelle scorse settimane in Parlamento, decidendo l'istituzione di un tavolo tecnico per l'aggiornamento della Legge Speciale per Venezia. Il testo base sarà la mia proposta di legge incardinata in Commissione Ambiente alla Camera (Proposta Pellicani – QUI -), dalla quale si partirà per arrivare a un testo condiviso. È chiaro che ora attendiamo il governo alla prova dei fatti. A Venezia, città patrimonio dell’umanità, il cui destino sta a cuore a tutto il mondo, non bastano promesse.

Detto ciò, il governo ha saputo dare un segnale di attenzione molto importante che consentirà di attualizzare la normativa e di affrontare i problemi della città in modo unitario, il cosiddetto Dossier Venezia. Ovvero assegnando alla normativa speciale, un’impronta più federalista e metropolitana, responsabilizzando maggiormente in primo luogo il Comune; prevedendo un’Agenzia per la gestione e manutenzione del Mose, ma valorizzando nella legge, accanto al tema della salvaguardia, anzitutto i temi del turismo e del ripopolamento della città antica, dell’operatività del Porto e delle bonifiche di Porto Marghera. Sarà inoltre l’occasione per studiare forme di autonomia impositiva per garantire flussi di finanziamento adeguati e costanti - questa è l’autonomia differenziata che ci piace -.

Dopo le decisioni del Comitatone non ci sono più alibi: va completato il Mose, ma soprattutto vanno garantiti fondi adeguati per progettare e realizzare interventi, compatibili con la fragilità della laguna. I cambiamenti climatici in atto, le previsioni sull'innalzamento dei mari, le mutazioni già intervenute nell'ambiente lagunare negli ultimi decenni, comportano l'urgenza di mettere in campo nuovi progetti e nuove soluzioni.

In tal senso sarà fondamentale l'istituzione del Centro Internazionale per Cambiamenti Climatici, a cui sto lavorando da tempo con il supporto della Comunità scientifica veneziana (Ca' Foscari, Iuav, VIU, CNR, Thetis, Corila, Centro Maree). Il progetto sostenuto anche da Ségolène Royal di Cop21, compreso all'interno della mozione che la scorsa settimana ha ricevuto il via libera del Parlamento all'unanimità.

>> Intervista al Gazzettino
>> Sintesi pdl Legge Speciale
78352160_495292074410210_4141772920722554880_n
Una Commissione antimafia in Consiglio Regionale. Nel corso di un incontro pubblico a Eraclea, organizzato dalla CGIL, in un Comune a rischio di scioglimento per mafia, dove la comunità è tuttora molto scossa dalle inchieste dei mesi scorsi che hanno portato decine di arresti tra cui il sindaco e messo in luce il radicamento nel territorio della Camorra, ho rilanciato con forza la proposta, condivisa con i Consiglieri Regionali PD, di istituire anche in Veneto una Commissione Antimafia.

Una scelta necessaria per approfondire un fenomeno che è soprattutto economico, spesso invisibile, che infetta in particolare il mondo delle imprese. L'anello di congiunzione tra criminalità organizzata e attività economiche è proprio costituito da quell'area grigia di cui fanno parte in particolare il mondo dei professionisti e dei consulenti, che agiscono in modo illecito ma con grande abilità nelle attività di riciclaggio, frode fiscale, false fatturazioni.

Come ho avuto modo di ribadire in molte altre occasioni, è necessario fare chiarezza sull'intreccio tra Mafia, Politica e Affari, ed è importante tenere accesi i riflettori, coinvolgendo cittadini, sindacati, associazioni, per monitorare i fenomeni criminali e promuovere la cultura della legalità.

>> Rassegna Stampa
78557666_2594110744043108_1605920192171343872_o
Acquisizione del gruppo Auchan con i punti vendita Simply e SMA al consorzio Conad: il Mise conferma che sono ben fondate le preoccupazioni manifestate dai lavoratori e dall’interrogazione che ho presentato ancora nel maggio scorso. Stiamo parlando di oltre 15 mila lavoratori, di cui circa 1.500 nel Veneto in una ventina di punti vendita. Sono numeri davvero allarmanti.

La crisi che riguarda la grande distribuzione è pari per dimensioni occupazionali alla crisi dell’ILVA. Serve la massima attenzione da parte delle istituzioni. Il governo, con sottosegretario Gian Paolo Manzella, ribadisce l’impegno, ma non è affatto tranquillizzante, in particolare sul futuro occupazionale delle migliaia di dipendenti. Infatti nel contratto di acquisizione di Conad non vi è nessuna garanzia e viene anzi confermata l’ipotesi “spezzatino”, un rischio ipotizzato fin dall’inizio della vertenza in particolare dalle organizzazioni sindacali. Questo significa anzitutto mettere in pericolo i posti di lavoro, poiché pochissimi dipendenti hanno i requisiti per beneficiare di ammortizzatori sociali e per ricorrere a pensionamenti o prepensionamenti. Stiamo parlando di migliaia di lavoratori per i quali sarà molto difficile anche poter usufruire di strumenti quali la Cassa Integrazione.

Inoltre non vi è un un piano industriale e l’acquisizione sta assumendo sempre più i contorni di un’operazione finanziaria/immobiliare piuttosto che imprenditoriale.
Il MISE conferma “la necessità di un percorso condiviso tra le parti, al fine di garantire, la sostenibilità del piano di acquisizione”. Inoltre ribadisce di aver “sempre posto l’obiettivo di mantenere integro il perimetro aziendale e salvaguardare i lavoratori”. Con i sindacati e i lavoratori vigileremo su questo percorso, per difendere i dipendenti.

>> Risposta del governo
>> Interrogazione
57572679_371136006825818_7388420364277121024_n
Ho partecipato a due incontri sui temi delle politiche ambientali: ho dialogato con Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, su ambiente, green economy ed economia circolare. Un dibattito di grande interesse, in cui è emersa la necessità, per contrastare gli effetti del cambiamento climatico, non solo di migliorare le politiche di gestione delle emergenze, aumentare i fondi e gli interventi di messa in sicurezza idrogeologica del territorio, ma occorre soprattutto ripensare l'economia ambientale del Paese, tagliare drasticamente le emissioni di gas serra per arrivare a processi produttivi decarbonizzati e ad un'economia di sviluppo sostenibile.

Sono intervenuto poi agli Stati Generali PD dell'Ambiente e della Sostenibilità della Provincia di Treviso, organizzati dal PD della Marca, un territorio con enormi potenzialità ambientali che però sono minacciate da dissesto idrogeologico, inquinamento e infiltrazioni della criminalità organizzata. Ho ribadito la necessità di mettere in campo tutti gli strumenti legislativi, tecnici e giudiziari per combattere questi fenomeni e salvaguardare il territorio.
vr_pd
Nei giorni scorsi se ne sono andati due amici, che voglio ricordare con grande cordoglio.
È scomparso Mario Rigo, uno dei principali protagonisti della vita politico-amministrativa dal dopoguerra ad oggi. In una fase di così grande spaesamento Venezia perde uno dei suoi punti di riferimento, una figura che si è impegnata tutta la vita per Venezia.
Ho iniziato a frequentarlo con maggior assiduità più di quarant'anni fa quando diventò Sindaco, nel 1975. Mario era legato a mio padre da un sodalizio cominciato quando erano giovanissimi e iniziarono a far politica, lui nel PSI e mio padre nel PCI. Poi sono stati protagonisti forse dell'amministrazione più vivace e produttiva che ha avuto Venezia, dal 1975 al 1985. Di lui ricordo la grande umanità, un raro senso dell'amicizia, ma soprattutto la grande passione politica e l'amore per Venezia. Innumerevoli le nostre discussioni sui grandi temi della città, con le sue argomentazioni che offrivano sempre spunti intelligenti di riflessione.

Improvvisamente se n'è andato anche il collega Consigliere Paolo Pellegrini. Imprenditore attento e appassionato di Venezia, in questi anni ha animato il dibattito sul futuro della città, con contributi mai banali e sempre volti a rispondere ai problemi dei cittadini. Sono orgoglioso di essere stato con lui sui banchi del Consiglio Comunale.
rigo6
pellegrini2-kq5C-U460702151983820tEF-656x492@CorriereVeneto-Web-Veneto
custom custom custom custom 
Copyright © 2019 On. Nicola Pellicani. Tutti i diritti riservati