Nicola Pellicani Newsletter

NEWSLETTER del 23/08/2019

Carissime/i
Finalmente il governo del cambiamento, che tanti danni ha fatto agli italiani, è andato a casa. Il Presidente Mattarella ha convocato un secondo giro di consultazioni tra tutte le forze politiche per la prossima settimana, per la risoluzione della crisi. In queste ore sono in corso gli incontri tra le delegazioni del PD e del M5S per verificare se esistono le condizioni per costruire un governo di legislatura, che consenta di affrontare le emergenze che ha di fronte il Paese, a partire dalla legge finanziaria per scongiurare l'aumento dell'IVA.
Ma non è solo questo, bisognerà anzitutto verificare la possibilità di costruire un governo che riconosca e valorizzi il ruolo dell'Europa, che cambi radicalmente le politiche sull'immigrazione, che guardi allo sviluppo ma soprattutto all'introduzione di misure per ridurre le disuguaglianze. Vedremo cosa succederà, ma se non ci saranno le condizioni per una vera svolta non bisogna avere paura del voto.
Quel che è certo è che dobbiamo pensare esclusivamente all'interesse del Paese, la cosa peggiore che potrebbe fare il Partito Democratico in queste convulse giornate sarebbe utilizzare la crisi per un regolamento di conti interno.

In questi giorni ho continuato a lavorare, con iniziative in città e nel territorio e presentando provvedimenti di merito su vari temi, nella convinzione che la politica deve lavorare fino all'ultimo per risolvere i problemi dei cittadini.

Il bilancio di questi 14 mesi di governo del cambiamento è estremamente negativo. La guida del sovranista Salvini, che sta cercando fino all'ultimo, in tutti i modi, di trasformare il nostro Paese in una democrazia autoritaria, ha provocato gravi danni per il Paese, pensiamo ai Decreti Sicurezza, al Decreto Sblocca Cantieri, ai condoni vari.
A Venezia il governo ha brillato soprattutto per assenza e disinteresse per la città: i gialloverdi non hanno fatto nulla, come sto dicendo da molto tempo con atti ispettivi e interventi alla Camera.
L'inefficienza ha regnato sovrana su temi fondamentali per il futuro di Venezia: Grandi Navi, Legge Speciale, Mose, gestione del Turismo, Porto Marghera. Tanti, tantissimi annunci, ma zero risposte concrete.
MATTARELLA
Brucia l'Amazzonia e mette a rischio l'intero ecosistema globale. Brucia un territorio ampio quanto tre campi da calcio al minuto, danni incalcolabili per la più grande riserva di biodiversità al mondo. È emergenza.
Il Presidente Bolsonaro, negazionista dei cambiamenti climatici, se la prende con le ONG ambientaliste, mentre in realtà avalla gli incendi, appiccati per la deforestazione illegale e lo sfruttamento delle foreste.
Qualche giorno fa nel sudovest del Pará, i latifondisti sono arrivati a celebrare una «giornata del fuoco», provocando roghi simultanei per far posto a una nuova autostrada, per richiamare l’attenzione del governo sul fatto che «l’unico modo che esiste per lavorare è deforestando», distruggendo in poche ore migliaia di ettari di foresta.
Dobbiamo fermare questa devastazione, nel 2019 i righi sono aumentati dell'83%, 73mila, contro i 40mila dell'anno scorso.
Nella crisi climatica globale, che sta attraversando il pianeta, non possiamo consentire di distruggere il polmone verde del mondo, fonte di ossigeno e biodiversità.
Bene ha fatto Macron a chiedere i colleghi del G7 di affrontare il problema subito, al vertice in programma domenica.
Non abbiamo più tempo da perdere.
amazzonia
Emergenza casa: La Regione modifichi subito la legge 39/2017 entrata in vigore lo scorso 1° luglio. È quanto emerso durante l'assemblea molto partecipata al Rione Pertini con i residenti degli alloggi pubblici. La nuova legge regionale è iniqua. Non colpisce i furbetti, gli evasori fiscali, ma sta penalizzando la povera gente. Non lo consentiremo.
A Venezia, oltre agli aumenti dei canoni, fino al 300%, sono oltre 1.500 le famiglie, la maggior parte delle quali formate da persone anziane, che dovrebbero lasciare la casa nel giro di due anni, a causa dello sforamento dei parametri ISEE-ERP fissati a 20mila euro. Prendendo ad esempio altre Regioni, in Friuli Venezia Giulia il tetto è a 36mila e in Lombardia a 30mila.
La legge, ponendo questo limite, non tiene conto che ci sono persone che possono avere in banca più di 20mila euro, frutto di risparmi di quarant'anni di lavoro, dei TFR, risorse che servono per affrontare i problemi derivanti dalla vecchiaia e dalle pensioni da fame, che purtroppo hanno i nostri anziani.
Voglio ringraziare il Comitato di Rione Pertini, l'Auser, Giorgio Rocelli e Sergio Tagliapietra per il lavoro che stanno facendo per modificare la legge.
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Nel giorno di Ferragosto sono stato in visita ispettiva nelle carceri di Venezia, al maschile di Santa Maria Maggiore e al femminile della Giudecca, per rendermi conto da vicino dei problemi dei detenuti e del personale della polizia penitenziaria. In quest’anno e mezzo, in veste di deputato della città ho cercato di portare l’attenzione sui principali problemi di Venezia e il carcere è uno di questi.

Chi sbaglia è giusto che paghi, ma non dobbiamo mai dimenticare la funzione rieducativa della pena, prevista dalla Costituzione (art 27). Anche se i dati purtroppo dimostrano come le percentuali di recidiva in Italia siano ancora molto elevate, attorno al 70 per cento. Ma il reinserimento nella società dei detenuti è importantissimo, significa più coesione sociale e minori costi da sostenere per la collettività.

A Santa Maria Maggiore, le questioni principali riguardano il sovraffollamento (230 detenuti a fronte di 161 posti), celle piccole, pochissime occasioni di lavoro. Senza dimenticare poi un numero insufficiente di agenti, costretti a turni molto pesanti, ad aver a che fare con detenuti psichaitrici, molto difficili da gestire. Inoltre alcuni agenti sono costretti a vivere da reclusi nella caserma dentro al carcere.
Ho avuto l’occasione di parlare con molti detenuti tra cui Gino Causin, della banda Maniero, uno dei detenuti in regime di semilibertà; il giovane Angelo Valerio Alesini, appartenente a una delle baby gang; i protagonisti del colpo di Palazzo Ducale Vinci Tomic e Dragan Madlenovic, Angelo Di Corrado coinvolto nel blitz antimafia dell’inverno scorso; lo spacciatore Riccardo Carnielli e molti altri.

Sono poi andato al carcere femminile della Giudecca, dove mi ero già recato lo scorso 8 marzo. Il carcere è una delle uniche tre strutture in Italia esclusivamente femminili, ed è l'unica casa di reclusione del Triveneto, destinata cioè ad ospitare condannate con pene lunghe. Una realtà certamente più accogliente, dove le 81 detenute, di cui 34 straniere, possono lavorare, regolarmente retribuite, grazie anche all’impegno del mondo cooperativo e delle associazioni in attività di reinserimento sociale. Nel corso della visita ho incontrato anche qui molte detenute tra cui Manuela Cacco, Patrizia Armellin e Angelica Cormaci coinvolte nell'omicidio di Paolo Vaj a Serravalle (Vittorio Veneto).
Uno dei nodi principali è quello dell'Icam (Istituto a Custodia Attenuata per Madri detenute), uno dei pochi in Italia, che attualmente accoglie una mamma con i due figli di 5 e 4 anni. Inoltre sono ospitate tre donne incinte. L'Icam della Giudecca è una struttura decorosa, il personale premuroso, ma i bimbi non possono vivere come detenuti. Rappresenta pur sempre una limitazione della libertà per i bambini. Sarebbe necessario chiedere la modifica della legge 62 del 2011 che presenta limiti, lacune, per prevedere che le madri con bambini non stiano più negli Icam ma in case famiglia protette. Per questo servono investimenti e un impegno concreto del governo. Come componente della Commissione Antimafia sto lavorando per mettere a disposizione alcuni dei beni confiscati alle mafie per la creazione di case famiglia per le detenute e i loro figli. È una situazione che coinvolge pochi bambini, circa una cinquantina, e penso sia urgente fare uno sforzo per risolvere il problema.
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Nei giorni scorsi ho depositato un'interrogazione sulla riforma che riordina i Poli museali italiani, cancellando di fatto la riforma Franceschini, presentata dal governo in fretta e furia, che sta creando caos, ma soprattutto grande preoccupazione tra il personale in Veneto ma in particolare a Venezia.

Una riforma che prevede una nuova Direzione, che accorpa i Poli museali di Veneto e Lombardia. L’accorpamento sotto un’unica Direzione complicherà la gestione delle reti museali venete e lombarde, istituisce reti museali disomogenee dal punto di vista della storia, dell’architettura e del patrimonio collezionistico artistico e archeologico e crea disparità profonde dal punto di vista gestionale.
A Venezia in particolare aumenterà ulteriormente la frammentazione di musei statali che invece sono caratterizzati da una spiccata omogeneità sul piano storico-collezionistico e da una storia pluriennale di offerta culturale integrata, anche sul piano della riconoscibilità da parte del pubblico.
Inoltre i musei statali veneziani dipenderanno da un Ufficio periferico che dovrà coordinare e gestire istituti di un territorio molto vasto, con conseguente minore possibilità di intervento in un’area così peculiare come la città di Venezia.
La dimostrazione che ancora una volta il governo non tiene conto della specialità di Venezia.
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accademia
Manca pochissimo al Festival della Politica, in programma a Mestre dal 5 all'8 settembre con anteprima mercoledì 4.
Tantissimi ospiti, tantissimi incontri, tanti i temi di cultura politica che saranno analizzati nel corso delle cinque giornate.
Un programma molto ricco, con alcuni tra i principali protagonisti del panorama culturale italiano e ospiti internazionali.
Vi aspetto!
>> Qui il programma sul sito del Festival
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Una bella serata con alcune centinaia di persone in una domenica d'agosto, alla Remiera di Pellestrina con il Presidente della Remiera Antonio Gavagnin e il Presidente della Municipalità Danny Carella, nel segno della cultura veneziana, dello sport e delle tradizioni, con i Re del Remo. I mitici Sergio Tagliapietra “Ciaci”, i fratelli Palmiro e Bepi Fongher e Gianfranco Vianello “Crea”.
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