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NEWSLETTER del 20/12/2019

Carissime/i
Buone notizie! Il governo ha finanziato con uno stanziamento di 500mila euro all'anno a partire dal 2020 la creazione a Venezia del Centro internazionale sui cambiamenti climatici.
Una proposta alla quale sto lavorando da mesi, assieme alla comunità scientifica veneziana (Università Ca' Foscari, Università Iuav, VIU - Venice International University, CNR, Thetis, Corila, Centro Maree), sostenuta anche da Ségolène Royal, Presidente di COP21. Prima il Parlamento l'ha fatta propria nella mozione per Venezia e poi con un ordine del giorno accolto dal governo nell’ambito della discussione sul decreto Clima. Ma con l'emendamento alla Legge di Bilancio il Centro diventa realtà. Bisognerà mettersi subito al lavoro per presentare un progetto scientifico adeguato.
A regime il Centro sarà l'occasione per richiamare in città decine di studiosi da tutto il mondo per valorizzare il patrimonio di conoscenze maturate da soggetti pubblici e privati sui temi della vulnerabilità e adattamento ai cambiamenti climatici anche nell'ambito della salvaguardia della città. E per questo presenteremo il progetto sia alla comunità scientifica internazionale che all'Unione Europea. Ma lo porteremo anche all'attenzione delle istituzioni veneziane, perché il Centro sarà patrimonio di tutta la città e rappresenta inoltre un'alternativa concreta alla monocultura turistica imperante a Venezia.
La proposta di istituire il Centro a Venezia è contenuta anche nella PDL di aggiornamento della Legge Speciale per Venezia, che ha iniziato il suo iter legislativo in Commissione Ambiente alla Camera.
E' il risultato concreto di un ottimo lavoro di squadra dei parlamentari veneziani di maggioranza e del governo, nell'interesse esclusivo della città.

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In Commissione Ambiente è iniziata la discussione sulla proposta di legge, di cui sono primo firmatario e relatore, per l'aggiornamento e il rifinanziamento della Legge Speciale per Venezia (AC 1428).
L'iter viaggerà parallelo all'indagine conoscitiva della Commissione stessa che, sempre su mia iniziativa avanzata il 13 novembre, all'indomani della marea eccezionale che ha raggiunto quota 187 cm, ha l'obiettivo di verificare lo stato di attuazione degli interventi in atto per la salvaguardia di Venezia e della sua laguna. Ma sarà l'occasione per compiere una ricognizione generale sul Dossier Venezia, che rappresenta il cuore della PDL 1428.
Vale a dire riprendere a realizzare gli interventi di manutenzione diffusa per la salvaguardia fisica della città interrotti da troppo tempo; affrontare il tema dello sviluppo del Porto e della zona industriale di Marghera; agire sulla gestione dei flussi turistici; far fronte alla questione delle Grandi Navi e del moto ondoso; rispondere ai problemi della residenza e del ripopolamento della città storica.
Sarà perciò avviato un fitto calendario di audizioni, che si svolgerà a partire dal prossimo mese di gennaio.
La proposta di legge è aperta al contributo di tutti, in quanto l'unico obiettivo è quello di offrire uno strumento di governo più agile e aderente alle esigenze della città, nell’esclusivo interesse di Venezia.

L'avvio della discussione della PDL si aggiunge a un altro risultato molto importante, ovvero l'emendamento in legge di bilancio che finanzia l'istituzione a Venezia di un Centro internazionale sui cambiamenti climatici (vedi sopra), come previsto all'art. 6 della proposta di legge. Il governo ha fatto proprie anche altre due misure molto importanti contenute nella PDL: l'estensione dell'art bonus ai beni ecclesiastici (art. 8) e l'istituzione della ZLS potenziata (art. 9).

È molto importante che la rinnovata attenzione di Parlamento e Governo sui temi di Venezia abbia portato nel giro di poco tempo alla convocazione del Comitatone, che non avveniva da due anni (novembre 2017), allo stanziamento, nella Legge di Bilancio, di ulteriori 60 milioni da destinare alla salvaguardia della città.

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Domenica e lunedì sarò a Roma per votare la Legge di Bilancio. Il governo a trazione PD, nato dopo la crisi annunciata da Salvini al Papeete, in poche settimane è riuscito a fare una manovra che, seppure in un contesto economico-finanziario molto difficile, è riuscita a rispondere ai problemi più urgenti dei cittadini, soprattutto a evitare l'aumento dell'IVA, che significa per ogni famiglia un risparmio di 500/600 euro l'anno
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Protocollo fanghi: nel corso dell'audizione alle Commissioni Ambiente e Trasporti della Camera riunite in sede congiunta, il Ministro dell'Ambiente Sergio Costa ha affermato che siamo giunti all'ultimo miglio per la sottoscrizione.
Dopo tre anni mi auguro sia vero, anche se restano alcuni nodi da sciogliere all'interno della Commissione incaricata di redigere il testo. Dopo tre anni è inaccettabile che la città non possa contare su uno strumento indispensabile per l'operatività del Porto.
L'approvazione del Protocollo è legata a doppio filo anche alla stesura del Piano morfologico della laguna. Due passaggi fondamentali per poter pensare concretamente al futuro del Porto e della stessa laguna.

Nel corso dell'audizione ho posto al Ministro una questione strategica, ovvero il tema dell'operatività e della sostenibilità del Porto, oggi ancora troppo sottovalutata dal governo e dalle varie istituzioni competenti. A mio modo di vedere è necessario formare una Commissione di lavoro interministeriale sul problema. Ciò significa affrontare il tema delle Grandi Navi, ma soprattutto pensare alle prospettive del Porto in vista dell'entrata in funzione del Mose e alla compatibilità della laguna in relazione al gigantismo navale, ormai imperante, che non riguarda solo le crociere, ma anche le navi commerciali.
In buona sostanza dobbiamo affrontare il tema dei "limiti", che riguarda le dimensioni delle navi e in particolare i milioni di visitatori che arrivano in città.

L'audizione avrebbe dovuto essere dedicata al traffico crocieristico, però sulle Grandi Navi il Ministro si è limitato a ripercorrere le varie tappe, i vari provvedimenti adottati nel corso degli anni e i numerosi progetti in campo, confermando inoltre che il MIT sta studiando una soluzione provvisoria per diminuire i passaggi in Bacino di San Marco e nel Canale della Giudecca a partire dalla prossima stagione.
Ma tutto è rinviato al prossimo Comitatone, slittato a gennaio.
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Mercoledì 18 si è svolto a Ca' Farsetti un Consiglio Comunale straordinario sul disastro causato dall’acqua alta eccezionale di novembre e sull'esito dell'ultimo Comitatone del 26 novembre scorso. Una seduta promossa dall'opposizione su mia iniziativa, in quanto il Sindaco non aveva in programma alcun dibattito su questo tema. Davvero singolare che un simile evento, seguito con grande apprensione da tutto il mondo, di cui si è discusso alla Camera, al Senato, in Consiglio Regionale, perfino al Parlamento Europeo, non fosse ancora stato affrontato dal Consiglio Comunale di Venezia.
Come sempre è stato difficile affrontare il dibattito, in quanto il Sindaco, anziché favorire il confronto, ha inteso monopolizzare la seduta con un intervento alluvionale di 2h54', un altro triste primato che ha di fatto vanificato la possibilità di un vero confronto su un tema strategico per la città.
Brugnaro, in nome della trasparenza, ha elencato uno a uno tutti gli interventi previsti per far fronte all'emergenza. Va da sé che avrebbe potuto distribuire a tutti i Consiglieri l'elenco degli interventi, anche perché così sarebbe stato possibile verificare con più attenzione i singoli lavori.

Giovedì, sempre in Consiglio Comunale, è stato discusso il bilancio di previsione, un'altra occasione nel corso della quale il sindaco ha monopolizzato il dibattito, trasformandolo in bagarre, dando vita a una vera e propria baruffa con il Consigliere Renzo Scarpa con toni da bar, non degni di un'aula di Consiglio Comunale. Ma c'è stato di più, perché ha voluto avviare la campagna elettorale in una sede istituzionale, ribadendo l'idea di ricandidarsi, mettendo al primo posto del programma il progetto di realizzare nell'area dei Pili, di sua proprietà, il nuovo palasport. Non si è mai visto nella storia repubblicana un Sindaco che costruisce un palasport, o comunque sviluppa una grossa lottizzazione, in un'area di sua proprietà. Un conflitto di interessi enorme. Non era mai accaduto che un sindaco rivendicasse in modo così spregiudicato il diritto a autorizzare se stesso a dar vita a una vera e propria speculazione immobiliare di simili proporzioni.
Sono d'accordo che alla città serva un nuovo palasport. Il Taliercio venne realizzato più di quarant'anni fa su iniziativa di mio padre, allora Vicesindaco di Venezia. Non si comprende per quale motivo oggi si debba realizzare un nuovo impianto in un'area inadeguata, solo perché di proprietà del Sindaco. L'amministrazione Brugnaro si riempie la bocca di gestione dei flussi per decongestionare Venezia. E dopo aver costruito, con una colata di cemento, i nuovi alberghi low cost nell'area della Stazione di Mestre, e aver raddoppiato la cubatura ricettiva al Tronchetto, vorrebbe ora realizzare un palasport da 15mila posti ai piedi del Ponte della Libertà, che significherebbe attrarre nuovo traffico e migliaia di persone alle porte di Venezia. Inoltre è facilmente prevedibile che il nuovo palazzetto sarebbe accompagnato da attività commerciali e probabilmente ricettive. E' così che vogliamo alleggerire la pressione sulla città antica?
Il nuovo palasport perché non lo realizziamo dove è già previsto lo stadio, nella Cittadella dello Sport a Tessera? Una città si basa su un progetto di sviluppo, non rispetto a dove sorgono i terreni, tra l'altro inquinati, di proprietà del Sindaco.

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Archiviato anche il quinto referendum per la separazione tra Mestre e Venezia. Un appuntamento elettorale anacronistico e antistorico al quale siamo stati costretti a sottoporci. Ora è tempo di pensare alle prossime elezioni amministrative, in programma nella primavera del 2020.
Sabato assieme a Massimo Cacciari abbiamo promosso un confronto aperto e trasparente sui grandi temi che interessano la città. E' stata l'occasione per ribadire che sarà necessario unire fin dal primo turno tutte le risorse del centrosinistra, individuando un candidato sindaco e una squadra, in grado di mettere assieme esperienza e innovazione e di rappresentare tutte le espressioni del centrosinistra, ma non solo. In quanto dobbiamo avere la capacità di dialogare con tutte le novità che stanno emergendo nella società veneziana, a partire dai movimenti del FridaysForFuture e dalle Sardine. Ma bisogna essere in grado anche di interloquire con l'elettorato del Movimento 5 Stelle, con cui il centrosinistra sta governando il Paese.
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Si apprende da articoli di stampa che la Commissione d'accesso, incaricata dal Prefetto di indagare sul Comune di Eraclea, dopo le inchieste sulle infiltrazioni della criminalità organizzata, sarebbe giunta alla conclusione che il Comune andrebbe sciolto per mafia. Toccherà ora al Ministro dell'Interno decidere entro 30 giorni se procedere con lo scioglimento. Sarebbe il primo Comune del Veneto sciolto per mafia. Un fatto molto grave, che conferma come le mafie siano radicate nella Regione. La notizia arriva in seguito alle richieste di rinvio a giudizio che arrivano dieci mesi dopo l’operazione “At Last”. La dimostrazione che l'impianto accusatorio regge, ed è un'ulteriore conferma che il litorale veneziano è fortemente pervaso dalle mafie, in particolare dalla Camorra.

È inquietante soprattutto la conferma delle accuse di associazione a delinquere di stampo mafioso per 37 dei 76 rinviati a giudizio, non solo per il boss Luciano Donadio, e dell'accusa di scambio elettorale politico-mafioso per l'ex sindaco Mirco Mestre.

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Difendiamo il Parco di San Giuliano. Eravamo in tanti alla manifestazione di difesa del parco, simbolo del riscatto di un'intera comunità, realizzato dalle giunte di centrosinistra, di dar vita a Mestre, città dove lo sviluppo impetuoso del novecento ha lasciato ferite molto profonde in termini di inquinamento e speculazioni edilizie, il parco pubblico più grande d’Europa.
Dobbiamo opporci alla giunta Brugnaro, che vuole trasformare Punta San Giuliano in un centro d'interscambio commerciale, snaturandone la natura di casa delle attività nautiche libere.
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