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NEWSLETTER del 24/09/2018

Carissime/i,
Queste prime settimane di settembre sono state davvero intense, di grande impegno su vari fronti. Solo adesso trovo il tempo di scrivervi con un po' di calma.

Intanto voglio condividere con voi la soddisfazione per l'ottima riuscita del Festival della Politica, un appuntamento cui tengo moltissimo, unico nel suo genere, che rappresenta un momento di crescita per la città, nel segno della cultura, in cui si parla di politica in modo serio, senza polemiche, nelle piazze di Mestre. Anche quest'anno in migliaia hanno seguito gli incontri dal 5 al 9 settembre. Un segno che nonostante l'ondata populista del 4 marzo, le persone restano interessate a capire le trasformazioni politiche che stanno cambiando il mondo.
È stato molto impegnativo, ma anche molto gratificante.

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Subito dopo il Festival, è finalmente ripresa l'attività della Camera, con l'esame del decreto Milleproroghe, che meglio sarebbe chiamare decreto Millefurti. E in Commissione Ambiente, di cui faccio parte, ci sono state le audizioni da me sollecitate del Provveditore Roberto Linetti sul Mose e del commissario per la Pedemontana Veneta, Marco Corsini. Ve lo ricordate? L' ex assessore al Lavori Pubblici della giunta Costa a Venezia, un tecnico di grande esperienza.

Prima di raccontarvi com'è andata, vorrei però ricordarvi l'importanza della manifestazione del 30 settembre a Roma per farsi sentire, per ribadire che non solo non condividiamo la politica del governo gialloverde, ma siamo preoccupati per la tenuta del nostro Paese. Serve perciò una risposta forte, dobbiamo essere in tanti in Piazza del Popolo (c'è un treno speciale Frecciarossa a sole 20 euro a/r).

Bene. Comincerei con il Milleproroghe: prima alla Camera, poi al Senato abbiamo lavorato giorno e notte per migliorare il decreto, per cercare di far ragionare la maggioranza, ma il governo è stato sordo sui vaccini, sui bandi per le periferie, sui temi del lavoro, sulle misure per le zone del terremoto. La maggioranza gialloverde ha mortificato il ruolo del Parlamento, impedendo il confronto di merito sui contenuti, sulle proposte dei nostri emendamenti. Sono rimasto in aula tutta la notte con diversi interventi per difendere i bambini immunodepressi che non possono andare a scuola, come quel bimbo di Castefranco che ha subito un trapianto al midollo, costretto a stare a casa perché cinque suoi compagni di classe non sono vaccinati.


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Siamo rimasti in aula per difendere la riqualificazione delle periferie di 96 città dove vivono più di 20 milioni di persone. I governi di centrosinistra avevano messo a disposizione 2,1 miliardi, il governo Salvini-Di Maio ha dimezzato le risorse con un tratto di penna, tradendo così milioni di cittadini che abitano le periferie (quello stesso popolo che sostengono di rappresentare) e prendendo in giro anche tutti quei sindaci che hanno sottoscritto le convenzioni con il governo, minando alla base il rapporto di fiducia tra Stato e amministrazioni locali. A Venezia, dove siamo all'opposizione, il Comune ha presentato i progetti senza condividerli con il Consiglio, il PD aveva individuato altre priorità, ma comunque abbiamo difeso il provvedimento in Parlamento, perchè si tratta di ben 55 milioni di interventi per la Città Metropolitana di Venezia.

Come vi dicevo l'attività è stata intensa anche in Commissione, le questioni veneziane come sapete mi stanno particolarmente che a cuore. Sono molto contento di essere riuscito a porre il dossier Venezia all'attenzione del Parlamento.
Partendo dal MOSE, opera faraonica e molto invasiva del fragile ambiente della laguna: opera che personalmente non avrei mai realizzato, ma che oramai è giunta al 94 per cento dei lavori, con 5,5 miliardi già spesi. Nei giorni scorsi è toccato a Linetti, Provveditore alle Opere Pubbliche (ex Magistrato alle Acque) venire in Commissione Ambiente alla Camera per un'audizione che ha confermato la situazione di stallo dei cantieri del Mose.

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Prima di lui in luglio erano venuti a riferire i Commissari straordinari del Consorzio Venezia Nuova, Giuseppe Fiengo e Francesco Ossola, poi il Ministro Danilo Toninelli. Abbiamo sentito tutti ma ancora non è dato sapere cosa si intenda fare il governo per rimettere in moto i lavori.
Finalmente a forza di martellare il governo si è accorto dell'esistenza di Venezia, con i suoi tanti problemi, ma sta dimostrando di non avere la minima idea su che fare .
Dopo il Ministro alla Confusione Toninelli anche Linetti se l’è presa con la scarsa produzione del Consorzio e dei Commissari, in particolare di Francesco Ossola “scomparso” da mesi. Quindi i conflitti con le grandi imprese (Mantovani, Condotte, Fincosit) tutte in grave crisi.
Linetti conferma che nonostante soldi ci siano i lavori non procedono. Ha diffuso anche una tabella che dimostra la paralisi dei cantieri. In 8 mesi eseguiti lavori per soli 45 milioni. Un decimo rispetto al 2015.
Le mie preoccupazioni circa il rischio che il Mose diventi la più grande incompiuta d’Europa restano perciò intatte.
Mancano lavori per 560 milioni per chiudere i lavori, secondo Linetti (800 milioni per i Commissari). Linetti ha rivelato non solo che i soldi ci sono, ma che ce ne sono molti a disposizione. Tanti di più del previsto, grazie al recupero di residui generati dai finanziamenti Bei e Cdp. In tutto 1 miliardo e 147 milioni. Una cifra imponente che, se un giorno i cantieri finiranno, garantirà l’avvio del sistema Mose.
Ma quando ripartirà la macchina? Adesso abbiamo scoperchiato la pentola, ma tocca al governo risolvere i problemi sul tappeto.
Linetti ha voluto anche intervenire sulla questione Arsenale, dicendo che sta valutando la soluzione migliore dove collocare i cantieri di manutenzione del Mose. Ma sono saltato sulla sedia quando ho sentito pronunciare la parola magica: Costi/Benefici, il refrain del Ministro alla Confusione Toninelli. Non voglio pensare che un alto funzionario dello Stato si sia improvvisamente adeguato anche al linguaggio dei nuovi padroni del vapore. Per questo ho già presentato un'interrogazione, dicendomi d'accordo sul metodo, seppur venga proposto tardivamente, quando i lavori all'Arsenale sono già iniziati, ma proprio in quanto condivido il metodo, ho chiesto di conoscere la composizione della commissione incaricata a svolgere l'analisi, e qualora sia già stata nominata, con quali criteri sono stati scelti i componenti per garantirne l'imparzialità. Insomma è tempo che sul MOSE ci sia la massima trasparenza. Tonineli prepari le carte perché non mollerò l'osso.

Poi è stata la volta della Pedemontana.
Un'altra opera tanto discussa. il Commissario Corsini sta premendo sull'acceleratore per chiudere i cantieri entro l'11 settembre 2020, come previsto dal cronoprogramma. Ma anche in Commissione sono emersi con chiarezza imbarazzi e divisioni nella maggioranza gialloverde. La Lega spinge per finire, i grillini contestano l'opera, perché troppo costosa, invasiva, ad alto impatto ambientale. Tutto e il contrario di tutto.
Il Commissario ha ribadito, tra le varie cose, che in base all'ultima convenzione sottoscritta, alla scadenza dei 39 anni di concessione l'opera costerà alla Regione 12,1 miliardi, relativi ai costi di gestione. Mentre il costo dell'opera per la costruzione dei 94 km di Pedemontana, sarà di circa 2,2 miliardi, di cui 614 milioni finanziati dallo Stato, 300 dalla Regione e il rimanente dal Consorzio SIS.
Quanto ai flussi di traffico Corsini ha riepilogato che nel 2006 si pensava a un transito di 33mila veicoli al giorno; nel 2016 15/17mila veicoli al giorno ed oggi si lavora sulla stima di 27mila passaggi giornalieri. Resta sempre da sciogliere il nodo della galleria di Malo, ancora sotto sequestro della Magistratura a causa di un incidente mortale sul lavoro.
Complessivamente i cantieri dureranno 1.800 giorni. Ma ne valeva la pena?

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