Locazioni brevi. Approvato stanotte il mio emendamento, che punta a disciplinare le locazioni turistiche a Venezia. Un fenomeno fuori controllo come noto a tutti i veneziani. Finalmente il Parlamento, per la prima volta, riconosce la necessità di disciplinare la materia.

La norma è destinata a fare da apripista anche per altre città come Roma e Firenze.

Ringrazio Dario Nardella che pochi giorni fa ha presentato una proposta di legge d’iniziativa popolare sulla tutela dei centri storici, da cui sono partito per scrivere un testo condiviso con le altre forze della maggioranza. L’emendamento è stato votato dalla maggioranza Draghi (Pd, M5S, Lega, FI, Insieme per il Futuro e l’astensione di Italia Viva).

È stato un percorso complicato, con lunghe trattative, confronti, pressioni, ma alla fine l’obiettivo raggiunto mi pare davvero importante per la città.

Noi lavoriamo nell’esclusivo interesse della città. Ora la palla passa al Comune che dovrà dimostrare di utilizzare la norma per trovare un punto di equilibrio tra l’esigenza di tutelare la residenza e il diritto a svolgere l’attività di locazione turistica.

È evidente che per ripopolare la città non è sufficiente da sola questa misura, ma bisogna puntare su un mix di azioni: investire risorse pubbliche sulla residenza, prevedendo incentivi per chi affitta ai residenti, ma soprattutto agendo sulla base economica della città, con l’obiettivo di superare la monocultura turistica. Nella consapevolezza che il turismo resterà comunque la principale attività economica, ma non potrà essere l’unica, se vogliamo salvare la vita della città.

Cosa prevede l’emendamento?

L’emendamento offre al comune di Venezia uno strumento normativo, garantito da una legge nazionale, che consente di regolare il fenomeno delle locazioni turistiche.

Nel dettaglio l’emendamento, al fine di favorire l’incremento dell’offerta di alloggi in locazione per uso residenziale dà la facoltà, perciò non l’obbligo, al Comune di integrare i propri strumenti urbanistici con specifiche disposizioni regolamentari per individuare i limiti massimi e i presupposti per la destinazione degli immobili residenziali ad attività di locazione breve.

Nel porre i limiti il Comune dovrà però rispettare rigorosamente il principio di proporzionalità, trasparenza, non discriminazione e di rotazione. Specifiche disposizioni sono state poi dettate a tutela dei piccoli proprietari. Infatti, nel porre gli eventuali limiti il Comune dovrà tenere conto della funzione di integrazione al reddito della locazione breve per coloro che svolgono tale attività in relazione ad una sola unità immobiliare.

La norma stabilisce inoltre che il Comune possa subordinare lo svolgimento dell’attività di locazione breve per oltre 120 giorni, anche non consecutivi, di ogni anno solare, al mutamento di destinazione d’uso dell’immobile: ovvero oltre i 120 giorni diventerà un’attività imprenditoriale turistica.

Si tratta quindi di uno strumento innovativo che consente a Ca’ Farsetti di incidere su questioni fondamentali con l’obiettivo di rafforzare e qualificare un modello di sviluppo per il centro storico e le isole maggiormente orientato alla sostenibilità sociale e ambientale.

 

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