05/05/2017 –

Area fosfogessi a Campalto: via libera al progetto per la definitiva messa in sicurezza dell’area da parte della Conferenza dei Servizi, riunitasi nei giorni scorsi. Tra le varie soluzioni sul tappeto è stata scelta la soluzione più idonea, ovvero il progetto che prevede la realizzazione di una nuova linea di tubazione che dall’area dei fosfogessi di Campalto arrivi fino allo snodo dell’Isola delle Statue, per allacciarsi alla rete B3 esistente, collegandosi all’impianto PIF di Fusina.

Per consentire tale allacciamento nell’area dell’Isola delle Statue sarà necessaria la posa di una linea fognaria che attraversi il Parco di San Giuliano. Prima della stesura del progetto definitivo il MAV (l’ex Magistrato alle Acque) dovrà eseguire alcune indagini tecniche propedeutiche all’intervento. A partire dalla verifica in dettaglio del numero e della profondità dei pozzi, dalle prove di pompaggio e da altre verifiche necessarie prima di predisporre il progetto.

Tali interventi dovrebbero concludersi nel giro di qualche settimana, in modo che entro l’estate sia disponibile il progetto definitivo e possa essere bandita la gara d’appalto, nella speranza che nel giro di un anno il lavoro possa essere concluso e l’area restituita ai cittadini.

Gli interventi prevedono la spesa di circa 1,7 milioni, e saranno coperti dall’ex Magistrato alle Acque.

Come già ricordato sono passati tredici anni dalla fine dei lavori di bonifica, ma l’intervento non è stato sufficiente per mettere in sicurezza l’area dei fosfogessi di Campalto.

Si tratta di un’area di 27 ettari, situata sul bordo della laguna, che fino agli anni ’80 è stata usata come discarica di rifiuti industriali speciali – 300mila metri cubi di fosfogessi e 500mila di rifiuti nocivi -, per la quale nel 1999 è stato predisposto un progetto di messa in sicurezza, che prevedeva il blocco della diffusione nell’ambiente di inquinanti e la diminuzione dell’esalazione di gas radioattivo, costato oltre 28 milioni di euro.

È indispensabile riportare quanto prima l’area all’uso pubblico, tenuto conto anche che il Piano Guida dell’arch. Di Mambro prevedeva il suo inserimento nel confinante Parco di San Giuliano.