10/02/2017 –

AREA FOSFOGESSI: 1,7 MILIONI DA SPENDERE PER LA MESSA IN SICUREZZA
Convocare subito la Conferenza dei Servizi

Sono passati tredici anni dalla fine dei lavori di bonifica, ma l’intervento non è stato sufficiente per mettere in sicurezza l’area dei Fosfogessi di Campalto.
Cosa si aspetta ad intervenire per restituire alla città un’area di barena così importante?
Convocare subito la Conferenza dei Servizi per una rapida decisione e avviare finalmente un progetto definitivo, che consenta all’area di essere utilizzata dai cittadini.
Il MAV (Magistrato alle Acque) aveva assicurato la disponibilità di 1 milione 7 mila euro per mettere in sicurezza difenitiva l’area. Che fine hanno fatto quelle risorse? Perché non si convoca la Conferenza dei Servizi?
Nel 2004 sono stati conclusi i lavori di messa in sicurezza dell’are e nel 2010 è scaduto il termine di monitoraggio dei lavori. I collaudi successivi alla conclusione dei lavori, iniziati nel 2004, hanno evidenziato che lo strato di impermeabilizzazione non funziona ed hanno accertato la persistenza di un flusso di percolato che filtra nel terreno alzando la falda e un flusso di sostanze inquinanti verso l’esterno. Siamo nel 2017 e ancora è tutto fermo. Cosa si aspetta ad avviare un progetto finalmente risolutivo?

La barena di Passo Campalto è un’area di 27 ettari, situata sul bordo della laguna, che fino agli anni ’80 è stata usata come discarica di rifiuti industriali speciali – 300mila metri cubi di fosfogessi e 500mila di rifiuti nocivi -, per la quale nel 1999 è stato predisposto un progetto di messa in sicurezza, che prevedeva il blocco della diffusione nell’ambiente di inquinanti e la diminuzione dell’esalazione di gas radioattivo, costato oltre 28 milioni di euro.

È indispensabile riportare quanto prima l’area all’uso pubblico, convocando, oltre alla Conferenza dei Servizi, anche un’audizione nelle Commissioni comunali dei soggetti interessati all’intervento, coinvolgendo nelle varie fasi decisionali le Municipalità di Mestre e Favaro Veneto, con l’obiettivo di programmare un intervento per la risoluzione delle intrusioni di acque meteoriche nella copertura e un corretto drenaggio delle acque di impregnazione (che prevede un costo di 1.7 milioni di euro).

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