19/03/2017 –

Un’intervista e via in Brasile. Il sindaco che lavora 16 ore al giorno per Venezia era da pochi giorni tornato dalla montagna, ora vola dall’altra parte del mondo a controllare le filiali Umana carioca. Sono molto preoccupato da cittadino che ama la sua città, prima ancora che come consigliere comunale per l’immobilismo che regna in tutto il comune.
Il sindaco continua a dare una rappresentazione della città che non corrisponde alla realtà.
Sono finiti i tempi delle parole e dei piani programmatici. L’unica cosa vera è che in 20 mesi Brugnaro ci ha sepolti di parole. Discorsi alluvionali dappertutto. Ha sfinito tutti. Fiumi di parole, ma guardiamo ai fatti.
Il governo di una città si misura attraverso scelte politiche che si trasformano in atti amministrativi che si traducono in fatti concreti, misurabili dai cittadini.
La realtà è che non si muove nulla. Il Consiglio comunale si è riunito l’ultima volta il 23 febbraio per approvare la delibera sull’aeroterminal sollecitata in più occasioni dal Pd, in particolare dal sottoscritto. Ora si parla di una seduta del Consiglio tra il 6 e il 13 aprile. Nel frattempo non ci sono delibere in commissione: nulla di nulla. Solo atti dovuti. Non si è mai verificata una simile situazione dal dopoguerra ad oggi. Noi consiglieri di minoranza di fatto siamo nelle condizioni di non poter svolgere appieno le nostre funzioni ispettive e soprattutto siamo fortemente limitati a svolgere il nostro ruolo di consiglieri comunali democraticamente eletti (nel mio caso con circa 900 preferenze).

I FATTI.
Parla di stadio. Magari si facesse. Io sono favorevolissimo da sempre. La passata amministrazione e il commissario Zappalorto gli hanno servito le procedure urbanistiche approvate in un piatto d’argento, ma in 20 mesi Brugnaro non ha fatto ancora niente. Niente di niente. Andate a controllare negli uffici comunali. Chiedete al Calcio Venezia per credere, che pure è pronto ad investire.
Grandi Navi. Persi 20 mesi. Prima ha sposato il Contorta, poi le Tresse scagliandosi in Consiglio contro chi era contrario. Ora leggo che sta virando su Marghera, soluzione da me e molti altri auspicata da tempo. Ma optando per il terminal nel canale sud, dove il porto ha investito già quasi 100 milioni (area ex Montefibre) per realizzare un terminal di logistica.
Casinò. E’ riuscito a fare peggio dei suoi predecessori. Ha già cacciato un direttore (Ganzina) che era evidentemente inadeguato. Ora prende di mira i dipendenti, senza un piano industriale. E’ chiaro che se non si pensa in grande, prevedendo una nuova sede, il Casinò è destinato a morire di una lenta agonia.
E avanti così.
L’unico albergo che andava fatto subito in terraferma era alla stazione nell’ex palazzo delle Poste. C’era il piano urbanistico pronto, c’erano gli investitori spagnoli. Fermato tutto per progettare un’improbabile piattaforma sopra i binari che non si farà mai. Il risultato è che l’ex palazzo delle Poste resterà abbandonato a se stesso.
Ancora: vogliamo parlare di Traffico acqueo? Oppure dell’ex Umberto I, a Mestre? O della De Amicis? Si è mosso qualcosa al Lido? Per non parlare del nodo del Turismo e di Porto Marghera.
C’è qualcuno che pensa davvero che con un colpo di bacchetta magica si riesca a governare i flussi turistici?
E la sicurezza? Quello è il palcoscenico preferito, ma non è cambiato nulla.
Caro Brugnaro, quando inizierai a pensare a risolvere i problemi dei cittadini? Basta dipingere una realtà che non esiste. Finiamola con la propaganda.