17/02/2020 –

La presenza del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese all’inaugurazione del Centro di documentazione ed inchiesta sulla criminalità organizzata in Veneto, è un segnale di grande importanza in un momento delicato come quello che sta attraversando il territorio veneziano.

Il Comune di Eraclea è a rischio scioglimento per mafia a seguito dell’inchiesta che un anno fa ha portato a più di più di cinquanta arresti. Ed è in corso in queste settimane nell’aula bunker di Mestre il maxi-processo relativo all’inchiesta. La decisione del governo è attesa entro il mese di marzo, ma il Comune di Eraclea sarebbe il primo sciolto per mafia di tutto il Nordest.

L’apertura del Centro Antimafia, diretto da Gianni Belloni e Maurizio Dianese, rappresenta un fatto di grande importanza, in quanto per contrastare la criminalità organizzata è fondamentale un’attività di studio, di conoscenza dei fenomeni mafiosi. Nel Veneto troppo a lungo è stata negata negata l’esistenza delle Mafie, in particolare in provincia di Venezia, dove la camorra ha un radicamento che risale ad alcuni decenni fa, com’è stato dimostrato dalla recente inchiesta “At Last”.

Accanto alla preziosa azione di repressione delle forze dell’ordine e della magistratura, è perciò fondamentale una capillare attività di informazione e prevenzione per sconfiggere anzitutto il negazionismo e l’omertà ancora molto diffuse nel litorale, dove la presenza della criminalità organizzata, soprattutto nel mondo dell’economia e delle professioni, è molto radicata.

Grazie perciò a Dianese e Belloni per il lavoro che stanno svolgendo e al ministro Lamorgese per essere stata qui con noi stamattina, dimostrando grande attenzione per il territorio veneziano. Un ringraziamento particolare al sindaco Alberto Polo e al Comune di Dolo, che hanno messo a disposizione una sede prestigiosa al Centro, dimostrando grande intelligenza e sensibilità. È di grande importanza che il cuore del Centro Antimafia sia in Riviera del Brenta, un luogo che ha conosciuto per primo nel Veneziano la presenza delle Mafie alleate della Mala del Brenta del boss Felice Maniero.

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