L’emergenza del 12 novembre scorso ha reso necessario e dirimente l’aggiornamento della Legge Speciale per Venezia. Il testo base del Governo sarà la PDL n. 1428, di cui sono relatore, depositata alla Camera nel novembre 2018 (Qui la sintesi della legge in 10 punti).
La PDL ha iniziato il suo iter in Commissione Ambiente con un’indagine conoscitiva che prevede una serie di audizioni, che coinvolgeranno tutti i soggetti pubblici e privati che insistono sulla laguna, per un confronto aperto sui diversi temi contenuti nella PDL.

La PDL 1428 affronta il tema della salvaguardia di Venezia e del suo fragile patrimonio architettonico, artistico e ambientale, comprendendo diversi temi, che per essere risolti vanno necessariamente affrontati in modo unitario, attraverso un vero e proprio “Dossier Venezia”. Ovvero significa mettere in campo una molteplicità di azioni al fine di contemplare salvaguardia e sviluppo, nel rispetto di un sistema urbano e ambientale delicatissimo che rappresenta un patrimonio dell’Umanità.

Solo affrontando in modo unitario i problemi sul tappeto sarà possibile ribadire la specialità di Venezia, facendo i conti anche in termini concreti con il tema dei “limiti”. Vale a dire fare i conti con la fragilità e unicità di Venezia e la sua laguna, che non deve fare i conti solo con l’acqua alta, ma con la marea di visitatori che quotidianamente arriva in città, con il dilagare delle affittanze turistiche, che favoriscono lo spopolamento della città, e con il gigantismo delle navi.
La proposta di legge presenta un impianto “federalista” e “metropolitano”, riconosce la specialità di Venezia introducendo elementi di federalismo fiscale e assegnando un’effettiva autonomia d’azione ai vari enti e soggetti pubblici della città.

La rinnovata attenzione al Dossier Venezia, determinata dalla sequenza di alte maree eccezionali del novembre scorso, ha consentito di adottare con diversi provvedimenti alcune delle misure comprese all’interno della PDL 1428. Mi riferisco in particolare all’art bonus (art. 8), che è stato esteso anche ai beni ecclesiastici, a partire dalla Basilica di San Marco, all’insediamento a Venezia di un Centro internazionale sui cambiamenti climatici (art. 6), previsto e finanziato dalla Legge di Bilancio, e alla creazione di una Zona Logistica Speciale (art.9), prevista dalla Mozione per Venezia approvata alla Camera lo scorso 19 novembre.

La Legge Speciale da quasi cinquant’anni rappresenta uno strumento fondamentale per il governo di Venezia. Attualmente sono tre le leggi speciali: la prima, legge n. 171/73, emanata dopo la drammatica alluvione del 1966, che definisce i tre obiettivi ritenuti prioritari per la salvaguardia di Venezia, ossia la salvaguardia fisica, ambientale e socio-economica, individuando anche gli ambiti di competenza delle misure previste. La seconda, n. 798/84, ha previsto l’istituzione del Comitatone, composto dai rappresentanti dei vari enti coinvolti. E inoltre prevede la costruzione del Mose. La terza, n. 139/1992, ha ribadito, tra l’altro, la necessità di ulteriori interventi di coordinamento e d’integrazione tra gli enti coinvolti, da attuarsi attraverso la sottoscrizione di appositi accordi di programma.

 

RASSEGNE STAMPA:

Rassegna stampa 16/01/20

Rassegna stampa 19/12/19

Rassegna stampa 14/05/19

Rassegna stampa 16/01/20

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