17/06/2017 –

THETIS: INTERVENGANO IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E IL PRESIDENTE ANAC
Subito un Consiglio comunale straordinario

Nel corso del 2016 i crediti di Thetis nei confronti del Consorzio Venezia Nuova sono quindi saliti da 4,6 milioni a 8. Carta canta e il bilancio dell’azienda parla chiaro: se i conti sono in rosso dipende dal fatto che Thetis è costretta a lavorare praticamente gratis per il Consorzio che sta realizzando il Mose. La società ha chiuso il 2016 in rosso per 3,5 milioni, ma sarebbe in attivo se la capogruppo onorasse i debiti. Appare sempre più evidente che i soci privati di Thetis – che sono gli stessi del Consorzio – vogliono liquidare l’azienda, lasciando a casa 120 lavoratori.
Inoltre va ricordato che tra i creditori figura anche la società di trasporti del Comune di Roma (Tpl Scarl), il secondo gestore del trasporto pubblico romano, creditore nei confronti di Thetis per 5,5 milioni, ma anche la sindaca Raggi, al pari del Consorzio, non paga i debiti. Complessivamente Thetis vanta crediti per circa 14 milioni, ma rischia di chiudere.
Bisogna assolutamente fare chiarezza sulla vicenda di un’azienda veneziana che rappresenta una delle poche realtá produttive cittadine alternative alla monocoltura turistica.
Il paradosso è che l’ultima assemblea dei soci (16 maggio 2017) , su spinta del Provveditore alle Opere Pubbliche (ex Magistrato alle Acque) Roberto Linetti e dei soci di minoranza pubblici (Actv rappresentato dal Comune) ha dato mandato ai commissari di predisporre un piano industriale di rilancio. A fronte di questo impegno, i soci privati stanno svuotando le casse dell’azienda mettendo anche a serio rischio il pagamento degli stipendi.
Ma è ancor più grave, secondo quanto riportato dalla stampa, che il commissario del Consorzio Francesco Ossola, sia ricorso a consulenze esterne per svolgere attività professionali relative a competenze reperibili all’interno di Thetis.
Bisogna fare assolutamente chiarezza. Il sindaco deve rispondere alle mie interpellanze e rompere il silenzio per chiedere l’intervento del ministro delle Infrastrutture e del Presidente dell’Autorità Anticorruzione, che ha nominato i commissari del Consorzio. In gioco non c’è solo il futuro di Thetis, sullo sfondo di questa partita c’è il futuro di un pezzo importante della città. Mi riferisco alla gestione del Mose, qualora vengano conclusi i lavori, in quanto avanti di questo passo rischia di diventare l’opera incompiuta del secolo. E credo che di questo se ne debba occupare subito anche il Consiglio comunale in una seduta straordinaria.

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