12/02/2018 – In molte grandi città si è iniziato ad affrontare con efficacia il tema del riuso dei beni pubblici abbandonati, puntando su strumenti che agevolano la partecipazione e il coinvolgimento diretto dei cittadini. E’ tempo che anche Venezia si metta su questa strada, rispondendo alla domanda crescente da parte dei cittadini di gestire spazi pubblici in disuso.
Perché si tratta di un tema urgente? Vi faccio tre esempi: Villa Querini, ex scuola De Amicis, ex scuola Ticozzi.
Sono tre edifici che i mestrini conoscono. Il primo è una villa di enorme pregio nel cuore di Mestre: giace inutilizzata, e il suo parco è teatro di spaccio e atti di vandalismo. Perché non farla rivivere nel segno della cultura, visto il capitale di associazioni di cui la città dispone?
L’ex Ticozzi potrebbe essere trasformata nella casa della memoria di Mestre, come chiedono tante associazioni. L’ex De Amicis versa in stato di completo abbandono e l’amministrazione, come negli altri casi, non ha ancora deciso cosa intende farne: in Comune giace da tempo un progetto per trasformarla in centro culturale polifunzionale ma dopo quasi tre anni non si è ancora capito se la giunta Brugnaro intende valorizzarlo, alienarlo o cos’altro.
Dal basso le proposte ci sono: ci sono le idee, le energie, la capacità di fare rete per gestire, a fini di pubblica utilità, patrimoni importanti della città.
Questa è la risposta da dare.

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