La crisi climatica è una realtà che colpisce duramente la vivibilità urbana, gravando in particolare sui cittadini più fragili. Per Venezia, parlare di sostenibilità significa oggi unire la tutela ambientale alla giustizia sociale, creando un modello di Ecowelfare capace di proteggere la popolazione e rigenerare il territorio. Dalla creazione di una rete capillare di rifugi climatici alla trasformazione verde del polo industriale di Porto Marghera, la sfida è integrare la transizione ecologica in ogni aspetto della vita cittadina. Attraverso le tre proposte che seguono, delineo un percorso che mette al centro l’innovazione tecnologica, la riqualificazione urbana e la solidarietà comunitaria.

RIFUGI CLIMATICI: UNA PIATTAFORMA DIGITALE E UN’APP DEDICATA

La crisi climatica colpisce soprattutto i ceti più poveri e marginali. Il potenziamento di una rete di ‘rifugi climatici’ è una misura di adattamento necessaria. Ciò è possibile mettendo ‘in rete’ aree verdi e edifici pubblici-privati già adatti allo scopo, anche con campagne di comunicazione mirate e con la predisposizione di sistemi di warning via social media. Una piattaforma digitale e un’app dedicata sono strumenti necessari per informare in tempo reale i cittadini più fragili sulla disponibilità di rifugi climatici, ma che potrebbero anche implementare servizi per l’utenza debole e anziana. Essenziale lo sviluppo di ‘portinerie di quartiere’ e sistemidi trasporto per le persone anziane e con disabilità, gratuiti, facilmente prenotabili ed elettrici. Fondamentale il ruolo del volontariato e delle municipalità.

TRANSIZIONE VERDE DI PORTO MARGHERA

Sostenere la transizione verde di Porto Marghera attraverso bonifiche ambientali, sviluppo del polo portuale-industriale come hub delle energie rinnovabili (H2, impianti fotovoltaici, promozione di CER) e attrazione di nuove attività industriali e di servizio a maggior valore aggiunto. Al greening di Porto Marghera può anche contribuire l’utilizzazione di spazi vuoti e margini stradali per realizzare oasi, corridoi verdi e barriere verdi attraverso la piantumazione di alberature. Un problema fondamentale resta la frammentazione amministrativa, che impatta sulla qualità dei processi decisionali, anche rispetto a Porto Marghera. Per questo va istituita una cabina di regia sul modello dei no-statutory bodies (organizzazioni con poteri non vincolanti).

INTEGRARE LA SOSTENIBILITÀ NELLA PIANIFICAZIONE COMUNALE

Va incentivata e sostenuta la creazione di comunità energetiche locali in edifici pubblici e quartieri residenziali, con impianti fotovoltaici sui tetti di scuole, ospedali, uffici e condomini, favorendo l’autoproduzione e l’autoconsumo collettivo di energia rinnovabile. In tale direzione, va ripreso e rilanciato il Patto dei sindaci per il Clima e l’Energia in modo da diffondere sensibilità ed ottimizzare risorse ed esperienze. Serve inoltre una profonda revisione della pianificazione urbanistica che consenta di legare qualità urbana (decoro, ‘piacevolezza’ degli spazi pubblici e del centro urbano, benessere dei cittadini), riqualificazione del patrimonio residenziale (soprattutto pubblico) e pianificazione energetica, nell’ottica di assumere come obiettivo ‘consumo di suolo zero’.

In ultima analisi, l’Ecowelfare si realizza quando la sostenibilità diventa un servizio quotidiano: l’obiettivo è costruire una Venezia resiliente, dove la qualità ambientale sia sinonimo di benessere e sicurezza per tutta la comunità.

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