La sicurezza è un diritto: per restituire serenità ai cittadini è necessario un cambio di paradigma rispetto al recente passato: la sicurezza deve diventare un progetto collettivo che unisce innovazione tecnologica, presidio fisico del territorio e una nuova cultura dell’informazione. Queste proposte delineano una strategia integrata per trasformare la percezione del rischio in partecipazione attiva e cura dello spazio pubblico:
CITTÀ PIÙ VISSUTA E ILLUMINATA, CITTÀ PIÙ SICURA
La sicurezza urbana nasce dall’unione tra spazi ben illuminati e quartieri vivi. Proponiamo un piano integrato da 7 milioni di euro in 4 anni per trasformare la città. Con un investimento di 4 milioni, è possibile riqualificare l’illuminazione di 120 strade e 40 piazze, installando 2.400 LED con sensori intelligenti e priorità a 30 aree critiche. Parallelamente, stanziando 3 milioni per il “presidio sociale” è possibile finanziare 100 eventi serali diffusi e offrire 250 incentivi da 4.000 euro agli esercizi commerciali che prolungheranno gli orari di apertura delle loro attività. Un intervento che unisce tecnologia e socialità per contrastare il degrado, coinvolgendo oltre 150.000 cittadini tra residenti e presenze attive.
PRESIDI DI QUARTIERE E CONTROLLO DIFFUSO
La sicurezza si costruisce con una presenza visibile e coordinata sul territorio. Rafforzare i presidi aumenta prevenzione e fiducia dei cittadini. La proposta prevede 4 milioni di euro in 4 anni per attivare pattuglie di quartiere integrate tra polizia locale e forze dell’ordine, con turni aggiuntivi e coordinamento operativo. Sono previsti 60 presidi in aree sensibili, 80 operatori coinvolti, 10.000 ore annue di pattugliamento e il supporto di volontari formati, con benefici diretti per circa 180.000 abitanti più esposti a fenomeni di criminalità e insicurezza.
RIGENERAZIONE URBANA
La rigenerazione urbana rappresenta un asse fondamentale delle politiche di sicurezza integrata, in quanto mira non solo alla riqualificazione fisica degli spazi, ma anche alla ricostruzione di legami sociali, all’inclusione delle fasce vulnerabili della popolazione e al recupero del senso di appartenenza nei quartieri marginalizzati. Gli spazi devono essere progettati con e per i cittadini e cittadine. La riqualificazione fisica non è sufficiente senza processi inclusivi che coinvolgano chi quei luoghi li vive quotidianamente.
