La protezione di Venezia non può esaurirsi in una gestione passiva delle infrastrutture esistenti; richiede una visione dinamica capace di anticipare le sfide poste dal cambiamento climatico. Sebbene il sistema Mose rappresenti oggi un presidio fondamentale, le proiezioni scientifiche sull’innalzamento del livello del mare ci impongono di guardare oltre, progettando soluzioni per un futuro in cui le frequenze delle maree estreme aumenteranno inevitabilmente. Proteggere la Laguna oggi significa intervenire sulle vulnerabilità quotidiane della città, preservare gli spazi naturali di pregio e contrastare con fermezza i fenomeni degradanti come il moto ondoso. Le tre proposte che seguono puntano a trasformare Venezia in un laboratorio internazionale di resilienza e sostenibilità.
A VENEZIA SCIENZIATI ED ESPERTI DA TUTTO IL MONDO PER PROGETTARE IL DOPO-MOSE
In futuro il Mose potrà non essere sufficiente a salvaguardare la città dagli eventi estremi. La frequenza e l’intensità di questi fenomeni è destinata ad aumentare.
Inoltre le proiezioni dell’ultimo rapporto IPCC sull’aumento del gas serra e del livello del mare impongono lo studio di misure adeguate per salvaguardare Venezia e il suo territorio.
Chiamare a raccolta scienziati ed esperti da tutto il mondo, valorizzando il ruolo del Centro Internazionale sui Cambiamenti Climatici, con l’obiettivo di sperimentare politiche di adattamento di difesa di Venezia e della sua laguna.
Nel breve periodo è urgente attuare interventi per risolvere le vulnerabilità persistenti nelle zone della città che si allagano anche con la marea al di sotto i 110 cm, quando il Mose non viene azionato.
ESTENDERE IL PARCO DI SAN GIULIANO
Estendere il parco di San Giuliano in una superficie di 700 ettari come previsto dal progetto originario di Antonio Di Mambro, includendo le aree lagunari antistanti, che rappresentano una zona di pregio con un’elevata valenza naturalistica e ricreativa (navigazione a remi e vela) da gestire con interventi mirati di vivificazione. Stop alla cementificazione prevista dalla giunta Brugnaro-Venturini a Punta San Giuliano.
CONTRASTO AL MOTO ONDOSO
Sviluppare un piano d’azione contro il moto ondoso, partendo dal progetto elaborato dal Gruppo Insieme che raccoglie oltre 40 associazioni di voga, vela e barche a motore attive in laguna. Non è però più rinviabile l’adozione di misure già definite come il controllo dei flussi di navigazione, la limitazione del numero di imbarcazioni in alcune aree e l’implementazione dei limiti di velocità.
