ALBERTO TRENTINI, l’operatore umanitario veneziano ingiustamente detenuto in Venezuela, da oltre un anno è sottoposto ad una carcerazione durissima, senza un’accusa, senza un motivo, senza un avvocato. Se non verrà liberato subito, sarà il secondo Natale che Alberto trascorrerà in cella.
Come società, come concittadini, come persone, dobbiamo fare di più: non possiamo restare in silenzio. Dobbiamo continuare a mobilitarci e far sentire tutta la nostra indignazione.
Per questo ci siamo dati appuntamento lo scorso sabato 13 dicembre al Centro Candiani di Mestre. Un incontro di sensibilizzazione, informazione, denuncia, che segue quello del 13 settembre al Festival della Politica.
L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Gianni Pellicani e Articolo 21, ha visto la partecipazione di chi, da tempo, si batte per la liberazione di Alberto: l’attrice Ottavia Piccolo, il giornalista Beppe Giulietti, l’editorialista del Corriere della Sera Carlo Verdelli, la legale delle famiglie Trentini, Regeni, Paciolla e Rocchelli Alessandra Ballerini, il vignettista Mauro Biani e soprattutto gli amici di Alberto e la mamma Armanda, che anche se non è potuta essere presente è intervenuta con una lettera accorata letta da Ottavia Piccolo.
Hanno aderito all’iniziativa Amnesty International, Cgil-Cisl-Uil, Emergency, Medici Senza Frontiere e Anpi.
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