Emergenza casa: nell’area di via Piave, in pieno centro, 80 alloggi pubblici Ater abbandonati murati tra appartamenti e porzioni di bifamiliari o trifamiliari. E altrettante sono abitate ma in condizioni pietose. In tutto 150 abitazioni. Un vero e proprio patrimonio immobiliare gestito (si fa per dire) dall’Ater ma di fatto abbandonato a se stesso e condannato a un costante deterioramento a meno che non si intervenga con un piano di riqualificazione.
I dati sono il frutto di una ricognizione puntuale fatta sul campo con una verifica “porta a porta” di tutti i numeri civici compresi tra le vie Fiume, Cavallotti, Monte Santo, Duca d’Aosta, Cavalieri di Vittorio Veneto, dove c’è un patrimonio in rovina.
Ho contato 80 alloggi murati, uno scandalo che chiama in causa l’inerzia del Comune e il completo disinteresse da parte di Ater, ovvero della Regione.
Via Duca d’Aosta è una strada fantasma dove vive appena una decina di famiglie e il resto sono case pubbliche murate, disabitate.
Il caso della zona di via Piave è emblematico di un’area divenuta simbolo del degrado, dell’insicurezza.
La situazione non è diversa in altre zone della città a Mestre come a Venezia. Complessivamente il patrimonio residenziale pubblico comprende circa 10 mila alloggi (5mila del Comune e 5mila dell’Ater). Ma circa 2.500 risultano sfitti: Uno scandalo! E’ la dimostrazione dell’inerzia degli ultimi 11 anni di amministrazione comunale. Oggi il tema della casa rappresenta una priorità che dovrà essere al centro delle politiche della prossima amministrazione.
Risanare il patrimonio immobiliare della zona di via Piave, significa avviare un processo di rigenerazione urbana che è uno degli elementi per far tornare a vivere una parte fondamentale della città, rendendola più vivibile e più sicura.
Contestualmente al piano di riqualificazione del patrimonio immobiliare Ater è il momento di ripensare ad una funzione anche per l’ex istituto delle Canossiane e per l’area demaniale delle ex Lavanderie per le quali da troppo tempo si parla di ricomprenderlo alla città. Insomma il rilancio della zona passa necessariamente attraverso una forte azione di rigenerazione urbana di tutto l’asse di via Piave fino alla stazione.
Molti degli immobili Ater in condizioni fatiscenti dovranno probabilmente essere ricostruiti. A regime si potrebbero ottenere centinaia di nuovi abitanti, almeno 7/800, trasformando un’area divenuta l’emblema del degrado e dell’insicurezza di Mestre in un quartiere per famiglie dove anche il valore degli immobili circostanti riprenderebbe certamente valore.
E’ fondamentale pensare anche alle risorse necessarie. Per il recupero delle case Ater saranno necessari circa 50 milioni, con un piano di interventi che andrà necessariamente spalmato in almeno 5 anni. Le risorse vanno cercate, oltre che a Roma e in Europa – che ha recentemente promosso un piano straordinario per la casa – tra gli investitori privati e destinando a tale scopo parte dei proventi dalle tasse turistiche.
Ma c’è un collo di bottiglia che va superato: l’Ater ha in mano questo patrimonio residenziale ma lo tiene bloccato da anni.
Possiamo lasciare queste scelte all’Ater?
Il degrado attuale non è degno di una città, basta andare sul posto per rendersene conto di persona. Dopo 11 anni di immobilismo è ora di agire! Se lasciamo fare (non fare) all’Ater possiamo essere certi che questi immobili saranno destinati al deterioramento più totale e ci ritroveremo presto con interi quartieri murati o occupati da sbandati.
Tocca alla prossima amministrazione prendere in mano la situazione monitorando tutto il territorio comunale, attraverso un Osservatorio per la Casa, e pianificando un profondo intervento di risanamento. Istituendo anche una Agenzia per la Casa per mettere in relazione domanda e offerta e mettendo in dialogo Comune, Ater, terzo settore, proprietari e sindacati.
Case murate nella zona di via Piave
Da via Piave in via Monte Santo, angolo via Montegrappa
- Civico 4 Bifamiliare con ampio giardino
- Civico 14 Bifamiliare con giardino
- Civico 18 schiera con terreno
- Civico 20 Bifamiliare con terreno
- Civico 28 casa a schiera con terreno
- Civici 32,34 e 38 casa a schiera con terreno
Via Cavallotti fino all’angolo con via Duca D’Aosta
- Civici 50 e 52 Bifamiliare con giardino
- Civici 58 e 60 Bifamiliare con giardino
- Civici 41,43,45,47,49 edificio di tre piani, 5 appartamenti
Via Fiume
- Civici 16 e 18 Casa a schiera con ampio terreno con giardino
- Civico 19 Bifamiliare con giardino
- Civico 27 Bifamiliare con giardino
Via Duca D’Aosta
- Civici 24, 26 casa a schiera con giardino
- Civico 34 Bifamiliare con giardino
- Civico 36 Trifamiliare con giardino
- Civici 42 e 44 Bifamiliare con ampio terreno
- Civico 18 casa con giardino
- Civici 8,10,12 Edificio su tre piani, 6 appartamenti
- Tre appartamenti del civico 6
- Civici 2 e 4 fabbricato su tre piani su ampio terreno
- Angolo via Monte Nero civico 52 (angolo via Duca D’Aosta) Edificio di tre piani, 6 appartamenti
- Civico 1, edificio di tre piani con giardino, 5 appartamenti
- Civico 3, edificio di tre piani con terreno
- Civico 7, edificio di tre piani con ampio terreno, 3 appartamenti
Via Cavalieri di Vittorio Veneto (partendo dall’angolo di via Cavallotti)
- Civici 12,14 e 16 Casa a schiera con ampio terreno
- Civici 20, 22, 24 Casa a schiera con ampio terreno
- Civico 28 Quadrifamiliare con lotto terreno
- Civico 30 bifamiliare con terreno
- Civici 38 e 42 Trifamiliare con ampio terreno
- Civici 47 e 49 bifamiliare (pericolo crollo)
- Civico 51, bifamiliare con terreno
In totale risultano 80 tra appartamenti e porzioni di bifamiliari o trifamiliari non affittati e murati.
