Voglio sperare che il “piano verde” proposto dal sindaco non sia un semplice annuncio sull’onda delle temperature di questa estate torrida, ma diventi un impegno concreto perché di fronte agli effetti dovuti ai cambiamenti climatici in corso, occorre una svolta netta nelle politiche del Comune, come emerge con estrema chiarezza nella mozione da me presentata in Consiglio Comunale che, come stabilito nella seduta del 23 luglio, sarà discussa subito dopo la pausa agostana e mi auguro diventi terreno di confronto di merito su una questione così strategica per la nostra città.

Il testo, riprendendo le analisi approfondite nel progetto Ri-Pensare Venezia, propone non solo un piano d’implementazione del verde e di depavimentazione, ma prevede un programma strutturale dell’amministrazione con un mix di azioni impegnando l’amministrazione su diversi fronti.

In queste settimane in tanti Comuni si assiste alla corsa a presentare piani per aumentare il verde nelle città ed è un fatto positivo. Ma questo non basta per affrontare la sfida che abbiamo davanti e soprattutto non offre risposte sufficientemente tempestive. 

É necessaria infatti la realizzazione di un piano che comprenda azioni immediate e di lungo periodo, con l’obiettivo di mitigare gli eventi estremi, a cominciare dalle ondate di calore che stiamo vivendo quest’estate.

Ció significa costruire una rete capillare di rifugi climatici; un servizio di trasporto pubblico gratuito dedicato, una piattaforma digitale e un’app a servizio della popolazione; raddoppiare il patrimonio arboreo della città; agire sulla decementificazione e depaving.

Per far ciò, come detto, l’amministrazione deve costruire un Piano comunale strutturale, con un team di lavoro permanente, che metta assieme competenze e uffici diversi con lo scopo di sviluppare politiche di Ecowelfare, concetto di grande attualità che punta a mettere in relazione gli effetti derivanti dalla crisi climatica alle politiche ambientali e al benessere sociale; in un’ottica unitaria, in quanto gli effetti meteorologici determinati dai cambiamenti climatici rappresentano un fenomeno che non è più pensabile ignorare.

Dobbiamo essere consapevoli che gli eventi meteorologici estremi non rappresentano più un’emergenza bensì la normalità. Le ondate di calore, la siccità, le alluvioni improvvise e gli altri fenomeni legati ai cambiamenti climatici sono ormai una realtà quotidiana.

Questi eventi sono le prime cause della povertà energetica che colpisce le fasce più deboli e fragili della popolazione che non sono in grado sostenere i costi aggiuntivi di luce e gas, nonché di dotarsi di impianti di climatizzazione, per non parlare dei lavoratori più esposti a tali eventi climatici. 

Si tratta di un nuovo fattore di iniquità sociale, che a Venezia si aggrava di ulteriori criticità, legate alla conformazione del nostro territorio.

E’ necessario quindi organizzare e realizzare una rete capillare di rifugi climatici sia a Mestre sia nella città storica, mettendo a disposizione dei cittadini edifici dotati di impianti di climatizzazione e punti di assistenza per la popolazione vulnerabile che non siano limitati ai soli musei. E di conseguenza coinvolgere associazioni locali e portinerie di quartiere, per coordinare l’accessibilità e la gestione di tali rifugi, garantendo presidi attivi e riconoscibili dalla popolazione soprattutto durante eventi climatici estremi. 

Tali luoghi vanno messi in rete attraverso un servizio di trasporto pubblico gratuito riservati in particolare alle fasce più deboli della popolazione, con collegamenti specifici dedicati ai rifugi climatici e alle principali aree verdi del territorio comunale.

Creando anche una piattaforma digitale e un’app dedicata con la quale sarà possibile informare in tempo reale i cittadini più fragili sulla disponibilità di rifugi climatici, promuovendo al tempo stesso campagne informative dedicate a sensibilizzare sull’importanza della prevenzione climatica.

E naturalmente il verde, con l’obiettivo di raddoppiare il patrimonio arboreo in città entro 10 anni passando dai circa 500 mila alberi di oggi ad 1 milione. Ovvero piantumare 50mila alberi all’anno.

Il verde nelle città è fondamentale per abbassare la temperatura in aree urbane densamente popolate. E sotto questo profilo è fondamentale programmare interventi di decementificazione e depaving, sostituendo superfici di asfalto e cemento con aree verdi. 

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