Venezia e la sua terraferma stanno affrontando una sfida economica senza precedenti: contrastare la desertificazione commerciale e il progressivo svuotamento delle attività produttive locali. Per garantire un futuro sostenibile, è essenziale smarcarsi dalla dipendenza esclusiva dal turismo e tornare a investire sull’economia di prossimità e sull’innovazione industriale. La rigenerazione dei quartieri passa attraverso il sostegno ai piccoli negozianti, la tutela dell’artigianato e la trasformazione delle aree industriali dismesse in centri di eccellenza tecnologica. Le tre proposte che seguono delineano una strategia per riattivare i locali sfitti, semplificare la burocrazia e fare di Porto Marghera il cuore pulsante della transizione ecologica e digitale del territorio.

UNA POLITICA PER IL RILANCIO DEL COMMERCIO DI PROSSIMITÀ

Per contrastare l’impoverimento del tessuto economico e la desertificazione commerciale in terraferma, la proposta punta ad azioni integrate per rigenerare i sistemi locali.

Si prevede un fondo da 1,3 milioni per finanziare al 100% (fino ad un max di 40.000 euro) progetti innovativi e ad impatto sociale di imprese e terzo settore. Parallelamente, per riattivare i locali sfitti, si propone la costituzione di un fondo di garanzia contro morosità e danni a beneficio dei proprietari che affittano a canone concordato. Inoltre si prevede l’introduzione di regole più severe per l’avvio di strutture commerciali medie e grandi.

UN’AGENZIA PER LO SVILUPPO DELL’ECONOMIA DI PROSSIMITÀ E DELL’ARTIGIANATO

Si prevede la creazione di un’Agenzia locale a governance mista per coordinare il rilancio economico dei quartieri e superare la monocultura turistica. L’Agenzia agirà per favorire l’attivazione di immobili sfitti e destinarli a nuove attività produttive e sociali. Tra le sue funzioni la gestione diretta e acquisizione di immobili sfitti; il sostegno alla rigenerazione economica e funzionale delle aree urbane; l’istituzione di un team di “tutor della burocrazia”, che accompagnano imprese e cittadini nelle pratiche amministrative, riducendo le barriere all’ingresso; formazione e orientamento ai finanziamenti pubblici; realizzazione di una piattaforma per l’incontro tra domanda e offerta di spazi; promozione di hub locali collaborativi (coworking, fablab, servizi condivisi).

PORTO MARGHERA HUB DELL’INNOVAZIONE E DELLA TRANSIZIONE SOSTENIBILE

La proposta mira a convertire Porto Marghera in un hub intersettoriale dinamico, superando la visione di area industriale in crisi. Sfruttando la Zona Logistica Semplificata e i nuovi investimenti infrastrutturali, l’area diventerà il fulcro della transizione verde e dell’economia circolare, ospitando filiere dell’idrogeno dell’intelligenza artificiale, delle energie rinnovabili, del riciclo e della produzione culturale.

Il progetto integra funzioni logistiche, industriali e terziarie con interventi di rinaturalizzazione nelle aree marginali. Questo rilancio offre un’alternativa concreta all’economia turistica, attraendo occupazione qualificata e riconnettendo l’area produttiva al tessuto metropolitano.

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